Verona, una porta multicolore realizzata dai detenuti di Montorio per una scuola

All'Istituto Comprensivo Madonna di Campagna San Michele inaugurata un'opera artistica nata nel carcere di Montorio. Il progetto promuove inclusione, creatività e reinserimento sociale. Il Comune di Verona è pronto a sostenere economicamente le scuole interessate a partecipare all'iniziativa

porta SCUOLA MADONNA DI CAMPAGNA SAN MICHELE.

Un progetto che unisce arte, scuola e inclusione sociale, trasformando un elemento quotidiano dell’edificio scolastico in un simbolo di dialogo e nuove opportunità. All’Istituto Comprensivo Madonna di Campagna San Michele di Verona è stata inaugurata una porta multicolore realizzata dai detenuti della Casa Circondariale di Montorio, nell’ambito delle attività del laboratorio artistico “A Noi In-Porta”.

L’opera è stata collocata all’ingresso della segreteria scolastica, uno degli ambienti maggiormente frequentati da insegnanti, personale amministrativo e famiglie. La sua posizione, visibile anche dall’esterno, permette di condividere il risultato del progetto con chiunque si avvicini all’istituto.

La porta è stata realizzata durante l’estate, attraverso un percorso di lavorazione che ha coinvolto i partecipanti al laboratorio artistico attivo all’interno del carcere veronese.

L’iniziativa punta a creare un collegamento concreto tra la realtà penitenziaria e la comunità scolastica, valorizzando le capacità creative e professionali delle persone detenute e contribuendo contemporaneamente al miglioramento estetico degli spazi educativi.

Il Comune di Verona sostiene il progetto artistico nelle scuole

La collaborazione tra il mondo della scuola e la Casa Circondariale di Montorio potrà estendersi anche ad altri istituti del territorio grazie al sostegno dell’amministrazione comunale.

Durante l’inaugurazione, alla quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio di Istituto Agostino Trettene, l’assessora alle Politiche educative e Scolastiche Elisa La Paglia ha evidenziato il valore educativo e sociale dell’iniziativa.

Secondo l’assessora, il progetto dimostra come la qualità degli ambienti scolastici non debba essere valutata soltanto attraverso gli aspetti strutturali e la sicurezza, ma anche considerando la loro capacità di trasmettere messaggi positivi e stimolare la partecipazione.

La bellezza degli spazi educativi diventa così parte integrante dell’esperienza formativa, soprattutto quando nasce da attività capaci di costruire relazioni tra persone e contesti differenti.

La Paglia ha inoltre confermato la disponibilità del Comune di Verona a sostenere economicamente gli istituti comprensivi che sceglieranno di aderire al progetto, evitando che le spese rappresentino un ostacolo alla partecipazione.

Un ulteriore elemento riguarda l’ampliamento delle possibilità tecniche di intervento. Le lavorazioni artistiche, inizialmente legate alle porte in legno, potranno infatti essere applicate anche ad altre tipologie di porte, consentendo a un numero maggiore di scuole di partecipare.

Laboratorio artistico del carcere di Montorio: come nascono le porte decorate

Dietro la realizzazione della porta multicolore si trova un’attività che richiede preparazione tecnica, capacità manuali, creatività e diverse settimane di lavoro.

A coordinare il laboratorio artistico della Casa Circondariale è Luca Saggioro, responsabile del Cpia Madonna di Campagna San Michele, che ha illustrato gli aspetti organizzativi necessari per portare a termine gli interventi.

La lavorazione di una singola porta può richiedere due o tre settimane. Per questo motivo le attività vengono programmate preferibilmente durante la pausa estiva, quando è possibile intervenire sugli ambienti scolastici senza interferire con il normale svolgimento delle lezioni.

Il progetto si sviluppa attraverso la collaborazione tra il personale scolastico, i responsabili del laboratorio e le istituzioni locali, con l’obiettivo di rendere le opere artistiche accessibili a più strutture educative.

Saggioro ha ringraziato i docenti coinvolti, il presidente Agostino Trettene e l’assessora Elisa La Paglia per il sostegno ricevuto. Ha inoltre ricordato il contributo della consigliera comunale Chiara Stella all’iniziativa che ha permesso di donare una porta anche alla scuola Duca D’Aosta.

Per gli istituti interessati, la partecipazione prevede un contributo limitato al costo dei materiali necessari alla decorazione, mentre le altre attività vengono gestite dai responsabili del progetto. Il sostegno comunale potrà contribuire a rendere l’iniziativa ulteriormente accessibile.

Inclusione e reinserimento sociale: il valore educativo del progetto

La collaborazione tra la scuola veronese e il laboratorio artistico penitenziario non riguarda soltanto la decorazione degli ambienti, ma si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione delle competenze e promozione del reinserimento sociale.

Attraverso la partecipazione alle attività creative, le persone detenute hanno l’opportunità di sperimentare tecniche artistiche, sviluppare abilità manuali e scoprire attitudini che potrebbero non essere emerse in precedenza.

La dirigente scolastica Antonella Berra ha sottolineato proprio questa dimensione dell’iniziativa, evidenziando come il progetto sia capace di coinvolgere persone di età ed esperienze differenti.

Accanto all’attenzione verso gli studenti e i percorsi di inclusione scolastica, viene infatti riconosciuta anche l’importanza di offrire agli adulti occasioni per esprimere il proprio potenziale e costruire nuove prospettive personali.

L’attività artistica diventa quindi uno strumento per favorire la riabilitazione, rafforzare l’autostima e riconoscere talenti individuali, contribuendo a superare le distanze tra il carcere e la società.

Il coinvolgimento della comunità scolastica consente inoltre di avvicinare gli studenti e le famiglie a un’esperienza concreta di collaborazione e responsabilità condivisa.

Una porta come simbolo di nuove opportunità tra carcere e comunità

La scelta di decorare una porta assume un significato particolare all’interno del progetto “A Noi In-Porta”. Non si tratta soltanto di un oggetto funzionale, ma di un elemento che rappresenta simbolicamente il passaggio da una condizione a un’altra.

La porta richiama infatti i concetti di accesso, cambiamento, incontro e possibilità di ricominciare, temi strettamente collegati al percorso educativo e riabilitativo delle persone detenute.

Per la dirigente Antonella Berra, questo significato rappresenta uno degli aspetti centrali dell’esperienza. L’istituto ha accolto positivamente la proposta, manifestando disponibilità a proseguire la collaborazione qualora si presentassero nuove occasioni.

La realizzazione dell’opera nell’istituto Madonna di Campagna San Michele dimostra come un intervento artistico possa assumere una funzione che va oltre il miglioramento estetico degli spazi.

Il progetto mette in relazione il mondo della scuola con quello penitenziario, attraverso un’attività concreta che valorizza il lavoro svolto all’interno della Casa Circondariale di Montorio.

Con il sostegno del Comune di Verona e la possibilità di estendere l’iniziativa ad altri istituti, il laboratorio artistico potrà contribuire alla realizzazione di nuove opere, portando nelle scuole del territorio un messaggio di inclusione, partecipazione e fiducia nelle capacità delle persone.

Redazione

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