Il Consiglio comunale di Verona ha approvato all’unanimità il nuovo Piano di gestione del sito Unesco “City of Verona”, introducendo un modello di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale destinato a orientare le politiche cittadine nei prossimi anni.
Il provvedimento, adottato con la delibera 75/2026, sostituisce il precedente documento del 2006 e definisce una strategia articolata in 22 progetti da sviluppare entro il 2032.
La nuova programmazione punta a rafforzare il coordinamento tra istituzioni, promuovere il turismo sostenibile, individuare i rischi per il patrimonio storico e coinvolgere maggiormente la comunità nella gestione dei beni culturali.
Il piano è stato presentato dall’assessora alla Cultura, al Turismo e ai Rapporti con l’Unesco, Marta Ugolini, che ha evidenziato la necessità di aggiornare gli strumenti di gestione alla luce dei cambiamenti intervenuti negli ultimi due decenni.
Verona è riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2000. Il nuovo documento intende superare una concezione della tutela limitata alla conservazione dei monumenti, riconoscendo al patrimonio storico e culturale un ruolo attivo nella vita della città.
Un piano condiviso tra Comune, Regione e Ministero della Cultura
Uno degli elementi centrali della nuova strategia riguarda la governance del sito Unesco. La gestione del patrimonio veronese coinvolge infatti diversi soggetti pubblici e istituzionali, che dovranno operare attraverso forme di coordinamento più strutturate.
Tra gli enti interessati figurano il Comune di Verona, la Regione Veneto, il ministero della Cultura, la Diocesi e l’Agenzia del Demanio. È inoltre previsto il futuro coinvolgimento della Provincia.
Il piano introduce tavoli tematici aperti anche ad altre realtà cittadine, tra cui l’Università di Verona, Fondazione Arena, Fondazione Cariverona, Biblioteca Capitolare e Chiese Vive.
Il confronto comprenderà inoltre i soggetti impegnati nella salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
Il documento è stato elaborato attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto circa 80 soggetti del territorio, insieme ai professionisti incaricati e ai rappresentanti ministeriali.
La sua predisposizione è avvenuta parallelamente al lavoro sul nuovo Piano di assetto del territorio, con l’obiettivo di mantenere un collegamento tra tutela culturale e pianificazione urbanistica.
Ventidue progetti per la tutela e la valorizzazione della città
Il nuovo Piano Unesco individua 22 interventi organizzati secondo una programmazione che arriva fino al 2032.
La strategia parte dall’analisi delle caratteristiche del patrimonio cittadino, individuandone valori, fragilità e potenziali rischi.
Su questa base vengono definiti obiettivi e azioni destinati a orientare le decisioni delle istituzioni coinvolte.
Tra gli ambiti richiamati durante il dibattito consiliare figurano la conservazione del patrimonio, il monitoraggio dei rischi, il turismo sostenibile e la partecipazione dei cittadini.
Il piano riconosce inoltre l’importanza delle tradizioni culturali e delle pratiche immateriali, comprese quelle legate all’arte campanaria.
Secondo l’assessora Ugolini, il nuovo documento non si limita a stabilire quali beni debbano essere protetti, ma definisce anche come le istituzioni possano collaborare per conservarli e renderli una risorsa collettiva.
Il Consiglio comunale approva all’unanimità la strategia Unesco
Il nuovo Piano di gestione ha ottenuto il consenso unanime dell’assemblea cittadina.
Il consigliere Pietro Trincanato ha sottolineato l’importanza di uno strumento capace di orientare le politiche di conservazione e valorizzazione, anche quando i suoi effetti non risultano immediatamente visibili.
Per il Partito Democratico, Alberto Falezza ha espresso soddisfazione per l’approvazione, richiamando l’attenzione sulla necessità di rendere il patrimonio accessibile e significativo sia per i residenti sia per i visitatori.
Alberto Battaggia, di Damiano Tommasi Sindaco, ha evidenziato il collegamento tra il riconoscimento Unesco e le politiche urbanistiche, ricordando anche il ruolo della programmazione nell’accesso ai finanziamenti.
Il consigliere ha citato, tra gli esempi di valorizzazione culturale, il progetto del Museo del Risorgimento diffuso.
L’approvazione unanime segna quindi una convergenza istituzionale sulla necessità di aggiornare gli strumenti di gestione del patrimonio storico veronese.
Approvato anche il Dup 2027-2029 con 21 voti favorevoli
Nella stessa seduta il Consiglio comunale ha approvato il Documento unico di programmazione 2027-2029, con 21 voti favorevoli e 7 contrari.
Il provvedimento, identificato dalla delibera 88/2026, definisce gli indirizzi dell’amministrazione per il prossimo triennio, pur prevedendo una sezione strategica limitata al 2027, ultimo anno del mandato amministrativo.
L’assessore al Bilancio Michele Bertucco ha illustrato il documento, soffermandosi sugli interventi realizzati e sui progetti da completare.
Particolare attenzione è stata dedicata alle opere finanziate attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Secondo quanto riferito dall’assessore, la maggior parte degli interventi Pnrr è stata conclusa entro la scadenza del 30 giugno 2026.
Tra i progetti ricordati figurano quelli di carattere sociale, compresi gli interventi relativi a Ca’ Inverno e ai servizi per la dimissione ospedaliera protetta degli anziani residenti a Verona.
Ulteriori iniziative sociali sono previste nel 2027 attraverso l’ambito territoriale sociale cittadino.
Verde urbano, biodiversità e mobilità tra le priorità del Dup
Il Documento unico di programmazione comprende interventi ambientali e urbanistici già avviati o previsti dall’amministrazione.
Tra questi figurano la depavimentazione di alcune aree, il Piano del verde, la Carta della biodiversità e il Piano di gestione del Parco delle Mura e dei Forti.
Il documento richiama inoltre gli interventi sulla mobilità sviluppati nel corso del mandato.
Bertucco ha evidenziato anche alcuni aspetti della gestione amministrativa, sostenendo che il Comune registra tempi medi di pagamento inferiori a 12 giorni.
Sono state ricordate le attività di formazione sugli appalti e l’introduzione di protocolli per il contrasto al riciclaggio.
Il Dup si propone di collegare gli obiettivi politici alle opere realizzate e a quelle ancora da completare entro il 2027.
Il dibattito sul Dup: confronto acceso su traffico, sicurezza e rifiuti
A differenza del Piano Unesco, il Documento unico di programmazione ha registrato un confronto politico articolato tra maggioranza e opposizione.
La consigliera Carla Padovani, di Verona Per, ha condiviso gli indirizzi sulla mobilità sostenibile, chiedendo però maggiore attenzione all’accessibilità per chi raggiunge quotidianamente Verona per lavoro o studio.
Padovani ha inoltre sollecitato chiarimenti sulle osservazioni riguardanti il recupero delle biciclette abbandonate, l’edilizia economico-popolare per il ceto medio e la certificazione di Comune Amico delle Famiglie.
Paolo Rossi, di Verona Domani, ha criticato le politiche dell’amministrazione in materia di mobilità, rifiuti e sicurezza, sostenendo che alcune scelte abbiano aggravato le difficoltà quotidiane dei cittadini.
Critiche analoghe sono arrivate da Nicolò Zavarise e Anna Bertaia, che hanno contestato la gestione del traffico e del decoro urbano.
Federico Sboarina ha respinto le accuse di immobilismo rivolte alla precedente amministrazione, ricordando i finanziamenti Pnrr ottenuti e gli interventi avviati durante il suo mandato.
Tra gli esponenti della maggioranza, Carlo Beghini e Francesco Casella hanno difeso le scelte dell’attuale amministrazione, riconoscendo la complessità di alcune trasformazioni cittadine.
Il consigliere Sergio Tonni ha richiamato gli interventi di aggiornamento del sistema di videosorveglianza, mentre Rosario Russo ha chiesto chiarimenti tecnici sul parere dell’organo di revisione relativo al Dup.
Il confronto ha confermato la distanza tra le valutazioni politiche sulla gestione della città, soprattutto in relazione a mobilità, sicurezza, servizi e qualità degli spazi pubblici.
Variazione di bilancio 2026-2028, nuovi fondi per scuole e opere pubbliche
Il Consiglio comunale ha approvato anche l’aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028, attraverso la delibera 85/2026, con 21 voti favorevoli e un astenuto.
La variazione comprende nuove entrate e modifiche agli stanziamenti destinati a interventi su edifici pubblici, scuole, impianti sportivi e spazi urbani.
L’assessore Michele Bertucco ha illustrato le principali risorse previste, tra cui oltre 73 mila euro dal ministero della Cultura per l’Estate Teatrale Veronese.
Sono inoltre previsti oltre 500 mila euro di finanziamenti regionali per interventi sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica richiesti da Agec.
La programmazione comprende anche lavori all’asilo nido di San Bernardino, alla sede della Quarta Circoscrizione e ad altri immobili comunali.
Per interventi sugli impianti di climatizzazione sono previsti 150 mila euro, mentre lo spostamento e il riposizionamento delle torri faro del campo sportivo Tiberghien comporteranno una spesa di 200 mila euro.
Edilizia scolastica, oltre 650 mila euro per la sicurezza dei serramenti
La variazione di bilancio comprende quattro interventi destinati alla messa in sicurezza dei serramenti di edifici scolastici.
Le risorse previste riguardano l’asilo nido Albero Verde e tre scuole dell’infanzia.
| Edificio scolastico | Importo previsto |
|---|---|
| Asilo nido Albero Verde | 160.414 euro |
| Scuola dell’infanzia Dall’Oca Bianca | 159.950 euro |
| Scuola dell’infanzia Primo Maggio | 197.800 euro |
| Scuola dell’infanzia Monte Tesoro | 131.836 euro |
Il valore complessivo dei quattro interventi ammonta a 650 mila euro.
Le opere rientrano nell’obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza e funzionalità degli immobili utilizzati per i servizi educativi.
Un milione e mezzo per il Parco della Biodiversità nell’ex cava Speziala
Tra gli interventi di maggiore rilievo figura il finanziamento di 1,5 milioni di euro per la realizzazione del Parco della Biodiversità nell’area dell’ex cava Speziala.
Le risorse provengono da fondi regionali collegati alla sistemazione delle cave dismesse.
Il progetto si inserisce nelle politiche ambientali richiamate anche dal Documento unico di programmazione, con particolare attenzione alla valorizzazione degli spazi verdi e alla biodiversità.
La variazione prevede inoltre 1 milione di euro per la manutenzione ordinaria della segnaletica stradale non luminosa e 500 mila euro per quella luminosa.
Lo stanziamento per l’acquisto di attrezzature di arredo urbano aumenta da 200 mila a 240 mila euro.
Per il PalaForum-PalaMagis è previsto un intervento di riqualificazione generale da 3,2 milioni di euro, sulla base dell’offerta presentata da Magis.
Il Comune ha inoltre inserito l’acquisizione di un terreno privato già utilizzato nell’ambito dell’impianto sportivo comunale di via Badile, per un valore di 177.243,75 euro.
Fotovoltaico e giustizia minorile, le nuove entrate previste
La manovra comprende anche maggiori entrate collegate agli impianti fotovoltaici comunali.
Le previsioni indicano 100 mila euro per il 2026 e 200 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
Per il progetto relativo al Centro di giustizia minorile per il Veneto sono inoltre previste maggiori entrate pari a 150 mila euro nel corso del triennio.
Gli aggiornamenti rientrano nella revisione degli equilibri e delle priorità finanziarie dell’amministrazione.
Rifiuti a Veronetta, il Comune interviene sui cassonetti controllati
Durante la seduta è stata affrontata anche la situazione dei rifiuti abbandonati nelle aree interessate dall’introduzione dei nuovi cassonetti ad accesso controllato.
Il consigliere della Lega Nicolò Zavarise ha chiesto chiarimenti sulla situazione di Veronetta, segnalando criticità legate al degrado e all’abbandono dei rifiuti.
L’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari ha spiegato che il quartiere sta attraversando una fase di transizione nella riorganizzazione della raccolta.
Secondo l’assessore, una parte degli abbandoni è collegata allo spostamento dei rifiuti da zone già servite da sistemi differenti verso aree nelle quali i cassonetti risultano ancora accessibili.
Il Comune sta valutando contenitori più compatti per adattarsi alle caratteristiche delle strade strette di Veronetta.
Ferrari ha inoltre richiamato i controlli sulle tessere di accesso, che avrebbero consentito di individuare numerose utenze non registrate alla Tari.
L’amministrazione intende proseguire con verifiche, comunicazione agli utenti, pulizia delle strade e miglioramento del servizio.
Animali d’affezione, salute mentale e memoria del Vajont in Consiglio
La seduta si è conclusa con comunicazioni dedicate a temi sociali, ambientali e civili.
Il consigliere del Movimento 5 Stelle Giuseppe Rea ha chiesto di valutare un provvedimento che consenta di collocare le urne con le ceneri degli animali d’affezione accanto alle sepolture dei proprietari, richiamando una soluzione adottata a Venezia.
Rea ha inoltre espresso apprezzamento per la Pet Policy del Comune, che permette ai dipendenti, nel rispetto di specifiche condizioni e autorizzazioni, di portare il proprio cane in ufficio.
La consigliera Chiara Stella ha ricordato il 63° anniversario della tragedia del Vajont e la figura della giornalista Tina Merlin, proponendo di dedicarle un lungadige cittadino.
Annamaria Molino ha richiamato la Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre, sottolineando il ruolo dei Comuni nel contrasto alla solitudine, alle disuguaglianze e allo stigma.
Infine, il consigliere Antonio Benetti ha affrontato il tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata, evidenziando la necessità di restituirli alla collettività attraverso iniziative di valorizzazione e legalità.
Verona, le principali decisioni del Consiglio comunale
| Provvedimento | Esito | Contenuto principale |
|---|---|---|
| Piano di gestione Unesco, delibera 75/2026 | Approvato all’unanimità | 22 progetti per il patrimonio culturale fino al 2032 |
| Dup 2027-2029, delibera 88/2026 | 21 favorevoli, 7 contrari | Programmazione strategica e operativa dell’amministrazione |
| Variazione di bilancio, delibera 85/2026 | 21 favorevoli, 1 astenuto | Aggiornamento opere pubbliche e stanziamenti 2026-2028 |
Patrimonio culturale e investimenti pubblici, la nuova programmazione di Verona
L’approvazione del Piano di gestione Unesco rappresenta il principale risultato istituzionale della seduta consiliare. Dopo vent’anni, Verona dispone di un documento aggiornato che definisce una strategia condivisa per la tutela e la valorizzazione del proprio patrimonio culturale.
I 22 progetti previsti fino al 2032 saranno sviluppati attraverso il coordinamento tra istituzioni e soggetti del territorio, con attenzione alla conservazione, al turismo sostenibile e al coinvolgimento della comunità.
Parallelamente, l’approvazione del Dup e della variazione di bilancio definisce le priorità amministrative e finanziarie dei prossimi anni.
Gli investimenti riguardano scuole, impianti sportivi, edilizia pubblica, verde urbano e infrastrutture, mentre il dibattito politico rimane aperto sulle modalità di gestione della mobilità, della sicurezza e dei rifiuti.
Il nuovo Piano Unesco e gli strumenti di programmazione economica delineano così due livelli complementari dell’azione comunale: da una parte la tutela del patrimonio storico e culturale nel lungo periodo, dall’altra la realizzazione degli interventi destinati ai servizi e agli spazi della città.
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