La Corte d’Appello di Roma ha confermato le condanne per l’assalto alla sede nazionale della Cgil, avvenuto nella capitale il 9 ottobre 2021 durante una manifestazione contro il Green pass. La decisione, pronunciata mercoledì 7 ottobre 2026 dalla prima sezione della Corte, riguarda sette imputati, tra cui Luca Castellini, vicesegretario nazionale di Forza Nuova e figura politica veronese.
Tra i condannati figurano anche il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, l’ex esponente dei Nar Luigi Aronica e Giuliano Castellino, oltre ad altri imputati coinvolti nel procedimento. La sentenza ha accolto le richieste formulate dalla procura generale, confermando il quadro delle condanne già stabilite nel dicembre 2023.
Le pene inflitte in primo grado erano state particolarmente severe: otto anni e sei mesi di reclusione per Fiore e Aronica, otto anni e sette mesi per Giuliano Castellino e otto anni e due mesi per Salvatore Lubrano, Luca Castellini, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa.
Le contestazioni formulate nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla pubblico ministero Gianfederica Dito comprendevano, a vario titolo, devastazione aggravata in concorso e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per Fiore, Giuliano Castellino e Aronica era stata contestata anche l’istigazione a delinquere.
La vicenda giudiziaria riguarda gli scontri avvenuti durante la manifestazione del 9 ottobre 2021, quando una parte dei partecipanti aveva raggiunto e assaltato la sede del sindacato. La conferma delle condanne ha riaperto il confronto sulle responsabilità individuali, sulla ricostruzione dei fatti e sulla proporzionalità delle pene.
Forza Nuova parla di una sentenza politica
La decisione della Corte d’Appello è stata duramente contestata da Roberto Fiore e Luca Castellini, che hanno diffuso una dichiarazione congiunta per esprimere la propria opposizione all’esito del processo.
I due esponenti di Forza Nuova sostengono che la ricostruzione giudiziaria non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle circostanze documentate durante il procedimento. Nella loro posizione, evidenziano in particolare la distanza che, secondo la loro versione, separerebbe alcuni imputati dal luogo dell’assalto e il ruolo che altri partecipanti avrebbero avuto nel tentativo di raggiungere la sede sindacale.
Fiore e Castellini hanno definito la decisione una «sentenza politica», sostenendo che le condanne rappresenterebbero un trattamento sproporzionato rispetto ad altri episodi di violenza verificatisi durante manifestazioni pubbliche.
Nella dichiarazione, i due hanno inoltre ribadito la volontà di proseguire la propria battaglia politica e giudiziaria, contestando la valutazione delle responsabilità attribuite agli imputati.
Le loro affermazioni costituiscono la posizione della difesa e dei diretti interessati, che si contrappone alle conclusioni raggiunte dai giudici. La conferma delle condanne rappresenta infatti l’esito del giudizio d’appello sul procedimento relativo ai fatti del 2021.
Verona per la Libertà contesta la ricostruzione dei fatti
Critiche alla sentenza sono arrivate anche da Verona per la Libertà, attraverso Maurizio Cutolo e Francesca Menin. I due hanno messo in discussione alcuni passaggi della ricostruzione dell’assalto, richiamando presunte incongruenze nelle immagini delle telecamere interne, nella gestione dei filmati e nelle attività svolte dagli investigatori.
Secondo la loro ricostruzione, la porta della sede sindacale non sarebbe stata sfondata dagli imputati e sarebbe stata aperta dall’interno. Hanno inoltre sollevato interrogativi sull’identità di una persona che, secondo quanto sostengono, sarebbe entrata nell’edificio passando da una finestra e sul comportamento dei carabinieri presenti all’interno.
Nel loro intervento hanno richiamato anche presunte anomalie nella conservazione delle registrazioni, nei tempi di compilazione dei verbali e nelle dichiarazioni rese durante le indagini.
Verona per la Libertà sostiene che questi elementi non sarebbero stati adeguatamente considerati nel procedimento, arrivando a contestare apertamente la ricostruzione giudiziaria dell’episodio.
Si tratta di accuse e valutazioni espresse dai rappresentanti dell’organizzazione, che non possono essere considerate accertamenti autonomamente verificati. La sentenza d’appello ha confermato le condanne degli imputati, mentre le critiche diffuse dopo la decisione riaccendono il confronto pubblico sulla dinamica dei fatti e sull’attribuzione delle responsabilità.
Flavio Tosi: «La pena a Castellini è sproporzionata»
A intervenire sulla vicenda è stato anche Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia ed ex sindaco di Verona, che ha espresso una posizione critica nei confronti della pena inflitta a Luca Castellini.
Tosi ha precisato di non condividere le posizioni politiche del dirigente di Forza Nuova e ha ricordato di aver condannato fin da subito l’assalto alla sede della Cgil, definendolo un episodio grave. La sua critica riguarda invece la misura della condanna, ritenuta eccessiva rispetto alla condotta personalmente attribuita a Castellini.
«La pena a Luca Castellini è sproporzionata», ha dichiarato l’europarlamentare, sostenendo che, pur dovendo essere sanzionati i fatti contestati, la risposta giudiziaria dovrebbe rispettare criteri di proporzionalità.
Nel suo intervento, Tosi ha sottolineato che Castellini, secondo la sua valutazione, non avrebbe compiuto personalmente atti vandalici né sarebbe entrato nella sede sindacale. La condanna, ha osservato, sarebbe legata al concorso morale, cioè alla responsabilità che gli è stata attribuita in relazione alle azioni compiute da altri partecipanti.
Il punto centrale della critica di Tosi è la distinzione tra la partecipazione materiale alle violenze e la responsabilità concorsuale riconosciuta in sede giudiziaria. L’europarlamentare ritiene che una pena di otto anni di reclusione sia eccessiva per la condotta attribuita a Castellini, pur ribadendo la gravità dell’assalto.
Tosi ha inoltre confrontato la condanna con le pene previste o applicate per altri reati, tra cui lo spaccio di droga, i furti e le aggressioni, sostenendo che in alcuni casi le sanzioni sarebbero inferiori.
La sua presa di posizione introduce così un ulteriore elemento nel dibattito: non soltanto la ricostruzione dell’assalto e le responsabilità dei singoli imputati, ma anche il rapporto tra la gravità dei fatti, il ruolo attribuito a ciascuno e la misura della pena.
Il caso resta al centro del dibattito politico
La conferma delle condanne per l’assalto alla Cgil continua a produrre reazioni differenti sul piano politico. Da una parte, la decisione giudiziaria ribadisce le responsabilità riconosciute agli imputati nel procedimento relativo agli scontri del 9 ottobre 2021. Dall’altra, Forza Nuova e Verona per la Libertà contestano la ricostruzione dei fatti, mentre Flavio Tosi concentra le proprie critiche sulla proporzionalità della pena inflitta a Castellini.
Il caso mantiene quindi una forte rilevanza anche a Verona, dove il coinvolgimento di un dirigente locale di Forza Nuova ha alimentato un confronto che supera i confini del procedimento giudiziario.
La questione centrale rimane il rapporto tra responsabilità individuali, partecipazione agli eventi e severità delle sanzioni, un tema che continua a dividere le forze politiche e i protagonisti della vicenda.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.