Incendio al camping Bella Italia, feriti in ripresa e danni per un milione

A Peschiera del Garda proseguono gli accertamenti sulle cause del rogo. Una ventina di case mobili sono state distrutte, mentre gli ospiti hanno già trovato una sistemazione alternativa

Incendio

Si avvicina a un milione di euro la prima stima dei danni causati dall’incendio che domenica 4 ottobre ha interessato il campeggio Bella Italia di Peschiera del Garda. Mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire l’origine delle fiamme, arrivano notizie rassicuranti sulle condizioni delle persone rimaste ferite e la struttura ricettiva si prepara alle operazioni necessarie per ripristinare l’area.

Il bilancio materiale è particolarmente pesante. Il fuoco ha raggiunto circa trenta case mobili situate nella zona vicina all’ingresso del campeggio: una ventina sono state completamente distrutte, mentre una decina ha riportato danni di diversa entità provocati dalle fiamme e dal fumo.

A fornire una prima valutazione economica è stato il vicedirettore della struttura, Amedeo Cremona, impegnato insieme al presidente Federico Delaini e al personale del campeggio nella gestione delle conseguenze dell’incendio. La cifra complessiva tiene conto non soltanto delle unità abitative perse, ma anche degli altri interventi che si renderanno necessari.

Il valore medio di ciascuna casa mobile viene indicato attorno ai 20 mila euro, senza comprendere le verande esterne. Al conto dovranno essere aggiunti i veicoli distrutti dal fuoco, la sistemazione del terreno e il ripristino del verde. Tra gli interventi previsti figura anche la nuova piantumazione della vegetazione, compreso il viale alberato nella zona del parcheggio accanto alla reception.

Gli ospiti trasferiti in altri alloggi

Nonostante i danni, il campeggio è riuscito a trovare una soluzione per le persone direttamente interessate dall’emergenza. Le quattro o cinque famiglie che soggiornavano nelle case mobili coinvolte sono state trasferite in altre dependance disponibili all’interno della struttura.

Le unità abitative danneggiate o distrutte risultano assicurate e appartengono a due tour operator che avevano preso in locazione l’area.

L’obiettivo della direzione è poter cominciare gli interventi di recupero appena arriveranno le necessarie autorizzazioni. Il periodo di chiusura invernale, previsto a partire dalla fine di ottobre, potrebbe essere sfruttato per rifare le piazzole e sostituire gli alloggi andati perduti, preparando l’area alla successiva ripresa dell’attività.

Migliorano le condizioni delle persone ferite

Sul fronte sanitario, le conseguenze dell’incendio non risultano gravi. Il turista tedesco che aveva riportato le ferite più significative era stato inizialmente accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Peschiera da vigili del fuoco suoi connazionali.

Successivamente l’uomo è stato assistito dal personale del Centro ustionati dell’ospedale di Borgo Trento, a Verona. Ha riportato ustioni alle gambe, soprattutto nella zona dei piedi, ma le sue condizioni non sono considerate gravi.

Le altre sei persone coinvolte erano già state dimesse dall’ospedale di Peschiera nella giornata di domenica. Tra loro figurano cinque turisti stranieri, tre dei quali minorenni. Un cittadino svizzero aveva riportato bruciature ai piedi dopo essere scappato senza scarpe per allontanarsi rapidamente dalle fiamme.

Tra le persone assistite c’era anche il guardiano notturno della struttura, che aveva dato l’allarme e contribuito ad avviare le procedure di sicurezza nelle prime fasi dell’emergenza.

Indagini sulle cause dell’incendio

Parallelamente agli interventi di messa in sicurezza, vigili del fuoco e carabinieri stanno cercando di stabilire che cosa abbia provocato il rogo e quali fattori abbiano favorito la rapida propagazione delle fiamme.

L’ipotesi prevalente resta quella di un incendio di origine accidentale, ma non è stato ancora individuato con certezza il punto di innesco. Tra le possibilità prese in considerazione ci sarebbero una candela o un fornello da campeggio. Gli accertamenti riguardano però anche una possibile anomalia dell’impianto elettrico, un surriscaldamento o un corto circuito.

Non è quindi ancora stata definita una causa certa dell’incendio e saranno gli approfondimenti tecnici a chiarire la dinamica.

Bonifica dell’area e controlli sulle acque

I vigili del fuoco hanno già provveduto alla bonifica e alla messa in sicurezza della zona colpita. Il passaggio successivo riguarderà la rimozione delle strutture e dei materiali carbonizzati o compromessi dal calore e dal fumo.

Un ruolo sarà svolto anche da Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, chiamata a fornire le indicazioni tecniche per la gestione e il corretto smaltimento dei residui prodotti dall’incendio. Dovranno inoltre essere pulite le caditoie interessate durante le operazioni di spegnimento.

Resta infine aperto il capitolo ambientale. I tecnici Arpav hanno effettuato campionamenti delle acque confluite nel lago durante l’emergenza e i prelievi sono stati inviati ai laboratori specializzati. Gli esiti delle analisi permetteranno di verificare l’eventuale presenza di conseguenze ambientali.

Con l’emergenza immediata ormai superata, l’attenzione si concentra quindi su tre fronti: chiarire definitivamente le cause dell’incendio, completare le verifiche ambientali e avviare il ripristino della parte del campeggio maggiormente danneggiata.

Redazione

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