Turismo cinese, Verona tra le mete emergenti: prenotazioni in crescita del 118%

Il ritorno dei visitatori dalla Cina rafforza il turismo italiano: nel 2026 attesi fino a 2,6 milioni di arrivi, mentre la città scaligera registra una forte crescita nelle prenotazioni.

Il turismo cinese torna a crescere in Italia e Verona si inserisce tra le destinazioni che stanno beneficiando maggiormente della ripresa. Secondo le elaborazioni della fintech Stamp, basate sui dati TourMis-Statista, il 2026 potrebbe chiudersi con un numero di visitatori cinesi compreso tra 2,45 e 2,6 milioni. Si tratta del dato più elevato dal 2019 e corrisponde a circa l’80% dei livelli raggiunti prima della pandemia.

La ripartenza era già emersa nel 2024, quando gli arrivi dalla Cina avevano raggiunto 1,87 milioni, segnando una crescita del 64% rispetto all’anno precedente. A favorire ulteriormente i flussi è anche la Golden Week, la settimana di festività nazionali cinesi che si svolge dall’1 al 7 ottobre e che rappresenta un periodo particolarmente importante per le destinazioni turistiche italiane.

Roma, Milano e Venezia continuano a essere tra le città maggiormente richieste, ma le preferenze dei viaggiatori cinesi stanno progressivamente coinvolgendo anche nuove mete. Le analisi di Trip.com Group relative all’ottobre 2025 evidenziano infatti una crescita significativa delle prenotazioni per Napoli, Verona e Firenze. La città scaligera registra un incremento del 118%, mentre Napoli raggiunge il +132% e Firenze il +90%.

A cambiare è anche il modo di viaggiare. I turisti cinesi si stanno orientando sempre più verso esperienze indipendenti e personalizzate. Secondo i dati diffusi nel giugno 2026 da China Group, il 56% sceglie infatti la formula Fit, acronimo di Free Independent Traveller. Coppie, famiglie e singoli viaggiatori organizzano autonomamente itinerari e soggiorni attraverso gli strumenti digitali, privilegiando permanenze più lunghe e un contatto maggiore con le realtà locali.

Le nuove abitudini di consumo interessano così non soltanto i grandi operatori turistici, ma un insieme molto più ampio di attività: ristoranti, negozi indipendenti, outlet, città secondarie e imprese legate all’enogastronomia e al lifestyle. Per l’Italia, sottolinea Abel Navajas, co-fondatore e amministratore di Stamp, la sfida consiste nel trasformare questa evoluzione del turismo cinese in un’opportunità capace di distribuire i benefici su territori e attività finora meno coinvolti dai flussi internazionali.

Un ruolo decisivo viene inoltre attribuito alle piattaforme digitali utilizzate dai viaggiatori prima e durante il soggiorno. Secondo Dragon Trail International, nel giugno 2026 Xiaohongshu, conosciuto anche come RedNote, e WeChat registravano circa 600 milioni di ricerche quotidiane ciascuno. I due strumenti vengono utilizzati per individuare attrazioni, ristoranti, negozi e attività da inserire nel proprio itinerario.

Per i retailer italiani diventa quindi sempre più importante intercettare il turista cinese nei canali digitali che utilizza abitualmente e, allo stesso tempo, garantire sistemi di pagamento a lui familiari. Una combinazione che potrebbe contribuire a consolidare il ritorno dei visitatori dalla Cina e a rafforzare il ruolo di Verona tra le destinazioni italiane emergenti.

Redazione

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