Fondazione Cariverona, 1,6 milioni per la biodiversità nel Veronese

Quattro interventi tra Verona, Buttapietra, Mozzecane e Monte Baldo per recuperare habitat, risorgive e aree verdi attraverso il bando “Capitale naturale 2026”

Fondazione-Cariverona

Dalle risorgive della pianura agli ecosistemi del Monte Baldo, passando per parchi e spazi verdi cittadini. Fondazione Cariverona destina circa 1,6 milioni di euro a quattro progetti nel territorio veronese, con l’obiettivo di rafforzare la biodiversità e aumentare la capacità degli ecosistemi di affrontare gli effetti dei cambiamenti ambientali.

Le risorse arrivano dal bando “Capitale naturale 2026”, che complessivamente finanzia 11 interventi nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona per 4,5 milioni di euro. Il programma parte da un approccio che considera acqua, suolo, vegetazione e biodiversità elementi essenziali per il funzionamento e la resilienza dei territori.

Gli interventi finanziati nel Veronese riguarderanno contesti molto diversi tra loro: il Forte Santa Caterina nel capoluogo, Buttapietra, le risorgive di Mozzecane e l’ambiente montano del Baldo. Alla riqualificazione ambientale saranno affiancati monitoraggi scientifici, attività formative e iniziative rivolte a scuole e cittadini.

Un orto botanico diffuso sul Monte Baldo

Tra i progetti finanziati figura “HORTUS EUROPAE”, sostenuto con 443 mila euro e guidato dal Comune di Ferrara di Monte Baldo. L’iniziativa prevede la realizzazione di un “Orto Botanico Diffuso” capace di mettere in relazione l’Orto Botanico di Novezzina con il patrimonio naturale circostante.

Prati, pascoli, boschi e habitat montani entreranno così in un progetto unitario che comprenderà azioni di recupero e conservazione, osservazioni scientifiche e iniziative di citizen science. È prevista anche la nascita di un Living Lab agroecologico, pensato come spazio aperto al coinvolgimento delle comunità locali e alla sperimentazione di pratiche legate alla gestione sostenibile del territorio.

Forte Santa Caterina diventa un polo per la biodiversità

Nel territorio comunale di Verona l’intervento riguarderà invece Forte Santa Caterina. Il progetto “NATURAFORTE” riceverà un contributo di 449 mila euro per trasformare l’area in un punto di riferimento dedicato alla biodiversità urbana e alla socialità.

Il programma comprende la riforestazione attraverso specie autoctone, il recupero dei prati stabili e interventi per limitare la diffusione delle specie invasive. Parallelamente saranno monitorati impollinatori, vertebrati e fauna presente nel suolo.

La componente ambientale sarà accompagnata da attività educative e iniziative di partecipazione scientifica dei cittadini. Al termine del percorso, Forte Santa Caterina sarà candidato al riconoscimento di Bosco Didattico, rafforzando anche la funzione educativa dell’area.

Buttapietra recupera risorgiva e aree verdi

Un secondo finanziamento da 449 mila euro è destinato a “RISORGI – acqua e verde per la Buttapietra che vorrei”. In questo caso il progetto mette al centro la relazione tra il sistema idrico e gli spazi verdi urbani.

L’intervento punta al recupero di una risorgiva e alla valorizzazione del Parco Bovolino e del Bosco del Menago. Saranno creati nuovi habitat destinati alla fauna, percorsi e pozze dedicate agli anfibi.

Accanto alle opere ambientali verranno realizzate attività di monitoraggio e formazione tecnica. È previsto inoltre il coinvolgimento delle scuole, con l’obiettivo di affiancare alla riqualificazione fisica degli spazi la costruzione di competenze utili alla loro gestione futura.

A Mozzecane un progetto per le risorgive del Tione delle Valli

La pianura veronese sarà interessata anche da “Sorgenti in Rete”, finanziato con 250 mila euro. Il progetto coinvolgerà Mozzecane e concentrerà gli interventi sulla rigenerazione ecologica delle risorgive del Tione delle Valli.

Sono previste fasce tampone, nuove siepi, microhabitat e rifugi destinati ad anfibi, insetti, avifauna e fauna minore. Le azioni intendono favorire il recupero degli ambienti umidi e terrestri e, contemporaneamente, migliorare i collegamenti della rete ecologica locale.

Anche in questo caso il monitoraggio accompagnerà l’intero percorso, insieme ad attività rivolte a cittadini, giovani e istituti scolastici.

Non solo interventi, ma gestione nel lungo periodo

Un elemento comune ai quattro progetti è rappresentato dal modello organizzativo. Ogni iniziativa viene gestita da un ente pubblico territoriale e sviluppata attraverso collaborazioni con amministrazioni, università, centri di ricerca e organizzazioni impegnate nell’educazione ambientale.

L’obiettivo dichiarato è evitare che gli interventi si esauriscano con la loro realizzazione. Per questa ragione monitoraggio, manutenzione e strategie di gestione vengono integrati fin dalla fase iniziale.

Il presidente di Fondazione Cariverona, Bruno Giordano, ha evidenziato come il risultato debba essere valutato soprattutto nel tempo. L’obiettivo è lasciare, oltre agli interventi realizzati, habitat in condizioni migliori, dati scientifici sui risultati, amministrazioni con maggiori competenze e comunità capaci di contribuire alla tutela degli spazi naturali.

La strategia della Fondazione considera infatti la natura come una vera infrastruttura territoriale. Ecosistemi efficienti possono contribuire alla gestione dell’acqua, alla mitigazione delle temperature nelle aree urbane e alla creazione di connessioni ecologiche, aumentando la capacità dei territori di reagire alle criticità ambientali.

Con l’edizione 2026, il programma “Capitale naturale” raggiunge 47 progetti sostenuti in quattro edizioni, con investimenti complessivi superiori a 15,5 milioni di euro. Nei primi tre bandi erano stati finanziati 36 interventi, con più di 250 enti partner coinvolti e oltre 11 milioni di euro messi a disposizione.

Redazione

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