La vendemmia 2026 in Valpolicella è entrata nel vivo con un anticipo significativo rispetto alle consuete tempistiche. Il caldo intenso e la siccità dei mesi estivi hanno accelerato la maturazione delle uve, portando i viticoltori ad avviare le operazioni circa due settimane prima della media storica e una settimana prima rispetto alla stagione 2024.
Nei vigneti dei 19 comuni della denominazione è già iniziata la raccolta della Corvina, mentre il calendario prevede per la prossima settimana l’avvio dello stacco di Corvinone e Rondinella. Le prime osservazioni condotte direttamente nelle campagne restituiscono però un quadro incoraggiante sul piano qualitativo.
Buone condizioni per le uve
Nonostante le difficoltà legate alla siccità, le verifiche effettuate nei vigneti hanno evidenziato una qualità particolarmente favorevole delle uve, soprattutto negli impianti che hanno potuto contare su condizioni agronomiche più resilienti.
Risultati positivi sono stati osservati in particolare nelle vigne più vecchie allevate a pergola e negli appezzamenti dotati di sistemi per l’irrigazione di soccorso. La disponibilità d’acqua supplementare ha consentito alle piante di affrontare meglio lo stress idrico provocato dalla stagione estiva.
Sul fronte quantitativo, il Consorzio Tutela Vini Valpolicella stima una produzione complessiva leggermente superiore agli 861mila quintali di uva, un volume sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2024.
Il dato relativo alla produzione raccolta, tuttavia, non corrisponderà interamente alla quantità disponibile per il mercato.
Produzione ridotta dalle misure di contenimento
A incidere sui quantitativi commercializzabili sarà infatti la misura di contenimento approvata dal Consorzio lo scorso 2 aprile. Il provvedimento prevede lo stoccaggio del 20% della produzione, pari a 172.280 quintali.
La decisione comporta una riduzione della resa erogabile, passata da 100 a 80 quintali per ettaro. L’obiettivo è sostenere l’equilibrio economico della denominazione in una fase caratterizzata dalla contrazione della domanda a livello internazionale.
Una parte consistente delle uve sarà inoltre destinata alla cernita per la produzione potenziale di Amarone e Recioto. In questo caso la quantità prevista sfiora 328mila quintali, pari a circa il 38% dell’intero raccolto.
Prezzi delle uve, preoccupazione tra i produttori
Se dal punto di vista qualitativo l’annata lascia spazio all’ottimismo, il quadro economico appare invece più complesso. Il settore deve fare i conti con un andamento al ribasso delle quotazioni delle uve, con conseguenze particolarmente evidenti sulle partite destinate all’appassimento.
Il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini ha espresso preoccupazione per una dinamica dei prezzi che, secondo quanto sottolineato, non sarebbe in linea con gli orientamenti condivisi nel tavolo di filiera organizzato alla vigilia della vendemmia.
La questione assume un peso ancora maggiore in una stagione nella quale le aziende agricole hanno dovuto sostenere costi crescenti e affrontare difficoltà nel reperimento della manodopera specializzata.
La richiesta del Consorzio
Secondo Marchesini, i viticoltori hanno già contribuito in modo significativo alle strategie messe in campo per proteggere l’equilibrio della denominazione. Le riduzioni delle rese e le nuove misure di stoccaggio rappresentano interventi attraverso i quali i produttori hanno accettato di limitare la disponibilità di prodotto per affrontare la fase di rallentamento della domanda.
Il presidente del Consorzio richiama quindi gli operatori al rispetto degli impegni condivisi, chiedendo comportamenti coerenti con il valore riconosciuto alla denominazione.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono l’incremento dei costi, soprattutto quelli energetici, e la difficoltà nel reperire personale qualificato per le attività agricole.
La vendemmia 2026 si apre così con una materia prima considerata di buona qualità, ma con un mercato che continua a presentare elementi di forte incertezza. Per il comparto della Valpolicella, la gestione dell’offerta e la difesa del valore delle uve saranno tra gli aspetti centrali della nuova stagione produttiva.
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