Veneto, oltre 12 milioni per la sicurezza idraulica del Veronese

Approvato il piano triennale delle opere pubbliche regionali: la maggior parte degli investimenti riguarda torrenti e fiumi dell’Est veronese e del territorio colognese

Adige

Il Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera al piano triennale delle opere pubbliche della Regione, un programma che dedica una particolare attenzione alla sicurezza idraulica del territorio. Oltre il 70% delle risorse regionali disponibili sarà infatti destinato a interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione della rete idraulica.

Tra le aree maggiormente interessate dagli investimenti figura la provincia di Verona, con particolare riferimento alla zona orientale e al territorio colognese. Per il territorio scaligero sono previsti interventi per un valore complessivo superiore ai 12,5 milioni di euro, molti dei quali già dotati di progettazione esecutiva e quindi pronti per l’avvio delle procedure di gara.

A evidenziare il peso degli investimenti è il consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani in Consiglio regionale, che sottolinea come la Regione abbia scelto di concentrare una quota significativa delle risorse sulla manutenzione e sulla messa in sicurezza dei principali corsi d’acqua veronesi.

Oltre dieci milioni destinati all’Est veronese

La parte orientale della provincia scaligera rappresenta il principale destinatario degli interventi previsti nel piano. Più di dieci milioni di euro saranno destinati alla tutela di torrenti e fiumi dell’area compresa tra Illasi, Tramigna, Alpone, Fratta e Guà.

L’obiettivo è ridurre il rischio di esondazioni, consolidare gli argini e migliorare la capacità di gestione delle emergenze legate agli eventi meteorologici estremi.

Tra le opere principali rientra il completamento e la manutenzione del bacino di San Lorenzo di Soave, per il quale sono stati stanziati 2,9 milioni di euro. Il progetto comprende anche la realizzazione di un nuovo argine a protezione dell’autostrada A4.

L’intervento rappresenta un elemento strategico per la sicurezza dell’Est veronese, un territorio che negli anni passati ha dovuto affrontare diverse criticità legate alle alluvioni.

Interventi su Tramigna, Alpone e Illasi

Nel Comune di Cazzano di Tramigna sono previsti 86mila euro per il ripristino della sicurezza del torrente Tramignola, interessato in passato da un cedimento delle sponde che aveva causato un’esondazione.

Importanti risorse saranno dedicate anche al fiume Alpone, con uno stanziamento superiore ai 2,2 milioni di euro destinato ai territori di San Giovanni Ilarione, Monteforte d’Alpone e San Bonifacio.

Gli interventi comprenderanno il consolidamento degli argini, la pulizia degli alvei e il posizionamento di reti metalliche per limitare i danni provocati dalle nutrie, responsabili dell’indebolimento delle strutture arginali.

Una parte dei fondi sarà utilizzata anche per ricostruire porzioni di argini danneggiate dagli eventi atmosferici eccezionali del 2024.

Al torrente Illasi saranno invece destinati oltre 3 milioni di euro per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria lungo il tratto che attraversa Selva di Progno, Badia Calavena, Tregnago e il Comune di Illasi. Gli interventi riguarderanno il ripristino degli alvei e delle sponde compromesse dalle recenti piene.

Sicurezza idraulica anche tra Verona e il territorio colognese

Il piano regionale prevede opere anche nell’area compresa tra il capoluogo e la provincia orientale. Tra San Martino Buon Albergo e Verona sono stati stanziati 500mila euro per la messa in sicurezza del torrente Valpantena.

Un altro importante capitolo riguarda il distretto colognese, collegato dal punto di vista idraulico al territorio sambonifacese. Per il torrente Guà sono previsti oltre 4 milioni di euro destinati ai Comuni di Cologna Veneta, Pressana e Roveredo di Guà.

Le opere riguarderanno il consolidamento delle strutture arginali e la pulizia degli alvei, interessati dalla presenza di vegetazione e dalle problematiche legate alla fauna selvatica.

Per il fiume Fratta sono invece previsti 600mila euro per il ripristino della funzionalità nei territori di Pressana, Minerbe e Bevilacqua.

Fondi anche per Adige e area del Garda

Il piano regionale comprende inoltre interventi su altri corsi d’acqua strategici del territorio veronese. Sono stati stanziati 500mila euro per la sistemazione dei fiumi emissari e immissari del lago di Garda.

Per il fiume Adige, il principale corso d’acqua della provincia, sono previsti 1,65 milioni di euro destinati alla regimazione idraulica nei territori di San Giovanni Lupatoto e della frazione veronese di Avesa, oltre al ripristino delle sponde tra Volargne e Dolcè.

Un investimento per prevenire le emergenze future

Secondo Matteo Pressi, il piano rappresenta un cambio di strategia nella gestione del territorio, con un investimento deciso sulla manutenzione preventiva.

La Regione punta a rafforzare le opere di difesa idraulica per ridurre gli effetti degli eventi meteorologici estremi e proteggere comunità, infrastrutture e attività economiche.

Le esperienze degli ultimi anni hanno evidenziato la necessità di intervenire prima delle emergenze, attraverso una manutenzione costante dei corsi d’acqua e delle strutture di protezione.

Con il nuovo programma di opere pubbliche, il Veneto sceglie quindi di concentrare risorse significative sulla sicurezza del territorio veronese, con particolare attenzione alle aree maggiormente esposte al rischio idraulico.

Redazione

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