Veronese, 59 autovelox sotto esame: i Comuni attendono il nuovo decreto

Dodici fissi, 45 mobili e due in doppia modalità: il ministero definisce le regole per omologazione e taratura

Autovelox

In provincia di Verona sono stati censiti 59 strumenti per il rilevamento della velocità, di cui 12 installazioni fisse, 45 dispositivi mobili e 2 utilizzabili in entrambe le modalità. Questi numeri emergono in seguito alla firma del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a firma di Matteo Salvini, che definisce le regole per omologazione, controllo e taratura iniziale e periodica degli autovelox.

L’obiettivo del provvedimento è creare un quadro normativo uniforme, superare criticità emerse negli anni e garantire la piena affidabilità delle misurazioni. Tuttavia, il decreto non è ancora entrato in vigore: prima dovrà completare il percorso formale e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Autovelox in città e in provincia
Nel capoluogo scaligero sono quattro i dispositivi sotto osservazione: una postazione fissa e tre mobili, tutti già in regola con i criteri indicati dal decreto. Tra le postazioni fisse più note figurano quelle di Pai (Torri del Benaco), Grezzana, Bevilacqua, Minerbe, San Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Villafranca, Bovolone, Legnago, Garda e Sanguinetto.

Il punto centrale resta la distinzione tra autorizzazione e omologazione: la prima consente l’uso del modello secondo le condizioni ministeriali, la seconda certifica la piena conformità tecnica dell’apparecchio come misuratore di velocità. Secondo Carlo Rapicavoli, direttore generale di Anci Veneto e Upi Veneto, «la firma del decreto fissa finalmente un punto di chiarezza dopo anni di confusione».

Le cautele degli utenti
Molto prudente l’interpretazione dell’associazione Altvelox, che avverte come la firma del decreto non rappresenti una sanatoria per impianti irregolari. «Essere presenti in un censimento ministeriale non dimostra automaticamente omologazione, taratura valida o legittimità delle multe», si legge in una nota dell’associazione.

Il caso di Minerbe
Tra i Comuni interessati c’è Minerbe, dove una postazione fissa in via Cesare Battisti registra mediamente quattro sanzioni al giorno, pari a 1.460 all’anno. Il 75% delle multe riguarda superamenti entro i 10 chilometri orari. Il sindaco Andrea Girardi sottolinea il valore dello strumento per la sicurezza stradale: «L’autovelox salva vite, questa è l’unica cosa che conta. Non lo usiamo per fare cassa, ma come deterrente contro chi corre».

Il nuovo decreto segna l’inizio di una fase delicata per i Comuni veronesi: da un lato si valorizza l’uso degli autovelox per prevenire incidenti, dall’altro utenti e associazioni chiedono garanzie formali e tecniche sulla legittimità dei dispositivi.

Redazione

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