Mettere le mani in pasta e imparare un mestiere antico è l’obiettivo dello stage di Filippo Santi al Forno del Vajo in piazza Mercato, dove ogni prodotto che il giovane panificatore prepara viene venduto a scopo benefico: il ricavato va interamente a Medici senza frontiere. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Marco Scipolo e sua moglie Antonella Salatino, coniuga formazione, passione e solidarietà in un progetto unico nel suo genere.
Passione e autonomia in laboratorio
Filippo, studente al Centro Stimatini nel settore agroalimentare, ha svolto uno stage di un mese concluso a metà maggio. L’esperienza è stata pensata per permettergli di dedicarsi a un prodotto tutto suo, curando ogni fase: dal dosaggio delle farine alla lievitazione e alla cottura. Marco Scipolo racconta che l’idea nasce dal desiderio di far apprendere il mestiere con pratica concreta, lasciando spazio a errori e sperimentazioni, e di dare al giovane stagista un’esperienza completa e autonoma, supportata da uno studio teorico preliminare.
Una scelta dolce e solidale
Oltre a imparare, Filippo contribuisce alla solidarietà: il pane che sforna viene venduto e il ricavato devoluto a Medici senza frontiere, senza alcun profitto personale per il forno. Tra baguette, ciabattone, focacce e pane in cassetta, arricchiti con segale, farro monococco, semi integrali, olive, miele, frutta secca o candita, il giovane stagista ha iniziato a produrre anche ciabattine, personalizzandole con origano, semi di zucca, patate e rosmarino, sperimentando nuovi sapori e aromi.
Un’esperienza di crescita
L’ansia dei primi giorni di lavoro in laboratorio è presto stata sostituita da entusiasmo e creatività, con Filippo che ha avuto l’opportunità di toccare con mano l’intero processo di produzione del pane, trasformando la pratica in un’esperienza dinamica e formativa. “A scuola ci concentriamo sulla teoria, qui invece è tutto molto pratico e mi ha permesso di imparare tanto. Venire qui è stato il modo migliore per avvicinarmi a questo mestiere”, racconta il giovane.
Grazie a questa iniziativa, il Forno del Vajo conferma il valore del connubio tra formazione professionale e solidarietà, dimostrando come un semplice gesto, come sfornare pane, possa trasformarsi in un aiuto concreto per chi ha bisogno.
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