La mappa dei redditi nella provincia di Verona evidenzia una netta polarizzazione tra aree turistiche e zone montane, con i comuni affacciati sul lago di Garda e quelli della Valpolicella stabilmente ai vertici della classifica. In cima si conferma Costermano del Garda, che registra un reddito medio pro capite di 29.573 euro riferito al 2024, dichiarato nel 2025, segnando anche una crescita significativa del +5,84% rispetto allāanno precedente.
A breve distanza si colloca il capoluogo Verona, dove il reddito medio raggiunge i 28.660 euro, con un incremento del +3,52%. Completa il podio Peschiera del Garda, che si attesta a 28.549 euro e cresce del +4,51%. Il divario tra il primo e il secondo posto sfiora i mille euro, confermando la leadership del comune gardesano.
Lāanalisi si basa sui dati del Dipartimento delle Finanze, che prendono in considerazione tutte le dichiarazioni fiscali presentate, includendo anche chi non ha percepito reddito. Nel complesso, la provincia scaligera registra un reddito medio pari a 25.519 euro, in aumento del 3,6% rispetto ai 24.593 euro dellāanno precedente. Questo dato colloca Verona al 32° posto tra le province italiane e al terzo tra quelle del Veneto.
Tuttavia, il quadro interno mostra forti disomogeneitĆ tra i 98 comuni del territorio. Se da un lato Costermano guida la classifica, dallāaltro Velo Veronese chiude con un reddito medio di 18.011 euro, pur in crescita del +3,01%. Subito sopra si trovano Selva di Progno (18.570 euro) e San Mauro di Saline, che raggiunge i 19.149 euro con un incremento del +3,08%. Si tratta prevalentemente di piccoli centri montani caratterizzati da una popolazione anziana, elemento che incide sui livelli reddituali.
Tra i dati più dinamici emergono i comuni che hanno registrato i maggiori incrementi percentuali. San Zeno di Montagna guida questa classifica con un +7,71%, passando da 22.460 a 24.191 euro medi. Seguono Bonavigo (+7,36%) e Minerbe (+6,61%), a conferma di una crescita diffusa anche in aree meno centrali. In controtendenza Gazzo Veronese, unico comune in calo, con una flessione dello 0,50% che porta il reddito medio a 20.424 euro.
Un elemento chiave che emerge dallāanalisi ĆØ il ruolo del turismo. Le localitĆ gardesane dominano la ātop tenā dei redditi, grazie a unāeconomia fortemente legata allāospitalitĆ e ai servizi. Tra queste figurano Torri del Benaco (28.098 euro), Bardolino (27.963 euro), Lazise (27.298 euro) e Cavaion Veronese (27.010 euro), tutte in crescita.
Parallelamente, anche la Valpolicella si distingue come area ad alta redditivitĆ . Negrar di Valpolicella occupa il quarto posto con 28.099 euro medi (+3,25%), mentre San Pietro in Cariano si colloca tra i primi dieci con 27.978 euro (+2,71%). Il comparto vitivinicolo e lāenoturismo rappresentano fattori determinanti per la ricchezza di questa zona.
Allargando lo sguardo oltre i confini provinciali, il trend conferma una correlazione tra turismo e reddito elevato. In Veneto, i livelli più alti si registrano a San Vito di Cadore (39.797 euro) e Cortina dāAmpezzo (33.661 euro), entrambe mete di forte attrazione.
A livello nazionale, il reddito medio si attesta a 25.820 euro, in crescita del 4%. La Lombardia guida la classifica regionale con 30.200 euro medi, seguita dal Trentino-Alto Adige (28.553 euro), mentre la Calabria chiude con 19.020 euro. Il divario tra Nord e Sud continua quindi ad ampliarsi, con la provincia di Milano al vertice (33.635 euro) e Crotone in fondo.
Dal punto di vista della composizione del reddito, il 32,1% dellāIrpef proviene dalla fascia tra 35mila e 70mila euro annui, mentre circa lā85% del totale dichiarato deriva da lavoratori dipendenti e pensionati. Un dato che evidenzia la centralitĆ di queste categorie nel sistema fiscale italiano.
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