Mio eroe di Giuliana Musso al Teatro Camploy di Verona

Il 5 marzo la rassegna L’Altro Teatro – Come As You Are ospita lo spettacolo di teatro civile dedicato alle madri dei militari italiani caduti in Afghanistan

Giuliana Musso - foto Adriano Ferrara

Il Teatro Camploy di Verona si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più intensi della stagione teatrale contemporanea. Giovedì 5 marzo alle ore 20.45 va in scena “Mio eroe” di Giuliana Musso, all’interno della rassegna L’Altro Teatro – Come As You Are, progetto dedicato ai linguaggi della scena contemporanea e alle opere che mettono in discussione modelli identitari, sociali e culturali.

La rassegna, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, propone un cartellone trasversale che intreccia teatro, danza e arti visive, configurandosi come spazio aperto di confronto tra generazioni artistiche e sensibilità differenti. Il claim “Come as you are” si traduce in un invito concreto: il teatro come luogo inclusivo, accessibile, capace di accogliere lo spettatore con le proprie domande e fragilità.

Giuliana Musso, protagonista del teatro civile contemporaneo

Autrice, attrice e regista tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione italiano, Giuliana Musso ha costruito un percorso artistico riconosciuto a livello nazionale. Vincitrice del Premio della Critica 2005, del Premio Cassino Off 2017 e del Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia, è considerata una delle principali esponenti del teatro d’indagine.

Il suo lavoro si colloca al confine tra inchiesta giornalistica e scrittura scenica, unendo documentazione rigorosa e intensità interpretativa. Il suo teatro non spettacolarizza, ma indaga e restituisce complessità, offrendo spazio alle voci spesso escluse dal dibattito pubblico. Tra i lavori più noti figurano “La Fabbrica dei preti”, “La città ha fondamenta sopra un misfatto” e “Dentro. Una storia vera, se volete”, opere che affrontano temi civili e sociali con profondità etica.

Mio eroe: la guerra contemporanea raccontata dalle madri

Con “Mio eroe”, Giuliana Musso porta in scena una riflessione sulla guerra contemporanea ispirata alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001-2014). La prospettiva scelta è quella delle madri, che raccontano la vita dei figli scomparsi, ricostruendone carattere, ideali e sogni.

Attraverso una drammaturgia costruita su testimonianze dirette e studio approfondito, lo spettacolo affronta il tema del lutto in tempo di pace, interrogandosi sul significato della morte in guerra. La voce materna diventa strumento di riflessione etica e politica, superando la retorica militaristica e aprendo interrogativi sulla logica dei conflitti e sul mito dell’eroe.

Il titolo stesso racchiude una tensione profonda: da un lato l’innocenza e l’orgoglio legati alla figura eroica, dall’altro la frattura che emerge quando il sacrificio viene confrontato con la realtà della perdita. In scena non c’è enfasi retorica, ma un lavoro di sottrazione: parola, corpo e presenza dell’attrice guidano il pubblico in un percorso di consapevolezza.

Teatro Camploy e rassegna Come As You Are

All’interno della rassegna L’Altro Teatro, “Mio eroe” rappresenta un momento centrale di confronto con il presente. Il progetto culturale punta a coniugare qualità artistica e impegno civile, proponendo spettacoli capaci di generare dialogo e riflessione collettiva.

In occasione della rappresentazione, alle ore 19.00 nel foyer del Teatro Camploy, è previsto un incontro pubblico con la compagnia. Un momento informale di approfondimento sui processi creativi e sui temi affrontati nello spettacolo, pensato per rafforzare il legame tra scena e comunità.

La produzione è firmata La Corte Ospitale, con il sostegno del MiC e della Regione Emilia-Romagna. “Mio eroe” ha ricevuto il Premio Cassino Off 2017 ed è stato selezionato dall’Italian Playwright Project 2019, confermando il valore artistico e culturale dell’opera.

Lo spettacolo si inserisce così in un percorso che vede il teatro come spazio di responsabilità condivisa, capace di interrogare il pubblico senza offrire risposte semplici, ma stimolando uno sguardo più consapevole sulla realtà contemporanea.

Redazione

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