Export veronese in ripresa, crescita dell’1,9% nei primi nove mesi

Le esportazioni superano gli 11,4 miliardi di euro e vanno in controtendenza rispetto al dato regionale. Germania trainante, frenano gli Stati Uniti

Arrivano segnali di ripresa per l’export veronese, che nei primi nove mesi dell’anno ha raggiunto un valore complessivo di 11,4 miliardi di euro, registrando un incremento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato emerge dalle elaborazioni della Camera di Commercio di Verona su base Istat e rappresenta un’inversione di tendenza significativa dopo una prima parte dell’anno caratterizzata da andamenti più incerti.

La crescita delle esportazioni scaligere si distingue nel contesto regionale. Il risultato di Verona si pone infatti in controtendenza rispetto alla media del Veneto, che nello stesso periodo segna una flessione dello 0,6%, e rispetto alla maggior parte delle altre province venete. A livello nazionale, invece, l’export italiano mostra un aumento a valore del 3,6%, frutto di dinamiche territoriali differenziate: a trainare la crescita sono soprattutto le regioni del Centro, seguite – in misura più contenuta – da Nord e Sud, mentre si registra una marcata contrazione nelle Isole.

Un elemento centrale della performance veronese è rappresentato dal contributo della domanda europea. L’Unione europea si conferma il principale motore della crescita, compensando le difficoltà riscontrate in alcuni mercati extra Ue e consentendo al sistema produttivo locale di mantenere un andamento complessivamente positivo.

Analizzando nel dettaglio la geografia delle esportazioni made in Verona, la Germania si consolida come primo mercato di destinazione, con spedizioni che raggiungono 2,1 miliardi di euro e segnano un aumento del 6,8%. Un dato rilevante, che conferma il ruolo strategico del mercato tedesco per l’economia veronese e per molte delle sue filiere produttive.

Andamento positivo anche per altri importanti partner europei. La Francia cresce del 2,4%, mantenendo la seconda posizione, mentre la Spagna registra un incremento del 6,5%, collocandosi al terzo posto. Particolarmente brillante è la performance della Polonia, che con un +12,5% si conferma tra i mercati più dinamici, posizionandosi al quinto posto tra le destinazioni dell’export scaligero.

Di segno opposto l’andamento degli Stati Uniti, quarta area di sbocco per le imprese veronesi, che mostrano una contrazione superiore al 6%. Una flessione che incide in modo significativo sull’export extra europeo e che riflette un contesto economico e geopolitico complesso. Tra i primi dieci Paesi di destinazione – che nel complesso rappresentano il 62,5% del totale delle esportazioni veronesi – si segnalano risultati positivi per Austria (+7%) e Croazia (+7,2%), mentre perdono terreno Regno Unito (-7,8%), Belgio (-2,4%) e soprattutto Svizzera (-18,1%), che registra il calo più marcato.

Sul piano settoriale, il quadro appare articolato ma nel complesso incoraggiante. Crescono le esportazioni di prodotti alimentari (+7,7%), confermando la forza dell’agroalimentare veronese sui mercati esteri. Segno più anche per i macchinari (+2%), per il tessile-abbigliamento (+3,6%) e per l’ortofrutta (+7%). Particolarmente rilevanti gli aumenti registrati dalla termomeccanica (+12,3%) e dal comparto dei mobili (+15,1%), che mostrano una vivacità superiore alla media. Di contro, si rilevano diminuzioni per calzature, vino e marmo, settori che risentono maggiormente delle tensioni internazionali e delle trasformazioni della domanda.

A commentare i dati è Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di Commercio di Verona, che sottolinea come “dai primi nove mesi dell’anno arrivino segnali positivi per le nostre esportazioni”. Secondo Dalla Riva, si tratta della prima crescita dopo un semestre sostanzialmente in linea con l’anno precedente e un primo trimestre che aveva evidenziato un calo. Tra gli elementi più incoraggianti viene indicato il recupero della Germania, mercato chiave per l’export scaligero.

Più complessa, invece, la situazione degli Stati Uniti. La contrazione delle esportazioni verso questo mercato, spiega il segretario generale, riflette un contesto economico e geopolitico articolato, nel quale incidono anche i dazi introdotti nei mesi scorsi, con effetti diretti sulla competitività delle imprese esportatrici.

Nel complesso, i dati delineano un quadro di moderata ma significativa ripresa, che rafforza il ruolo dell’export come pilastro dell’economia veronese e conferma la centralità dei mercati europei nelle strategie di internazionalizzazione delle imprese del territorio.

Redazione

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