In un incontro ufficiale, il Comune di Verona ha presentato un progetto pilota realizzato in collaborazione con l’Istat, volto a tracciare il disagio socio-economico della città e delle sue aree circostanti. L’iniziativa, unica a livello nazionale, ha l’obiettivo di fornire a istituzioni, amministratori, professionisti e cittadini uno strumento utile per interpretare le dinamiche locali e per indirizzare con maggiore precisione le politiche pubbliche, in particolare quelle che riguardano la rigenerazione urbana e il sostegno alle aree più vulnerabili.
Un progetto per orientare le politiche pubbliche
Il progetto si concentra sulla creazione di strumenti analitici che permettano di individuare le aree più vulnerabili della città, aiutando così i policy maker a sviluppare politiche mirate. I dati, aggiornati e facilmente leggibili, sono destinati a orientare decisioni politiche che non si basano su opinioni o mode mediatiche, ma su risposte concrete alle esigenze reali dei cittadini.
Il Sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha introdotto l’iniziativa sottolineando l’importanza di avere una visione di lungo periodo per affrontare le sfide socio-economiche della città. “Un’analisi chiara dei numeri può anche aiutare a riavvicinare i cittadini alla politica” ha aggiunto Tommasi, sottolineando che questo progetto rappresenta un’opportunità per trasformare i dati statistici in strumenti utili per la pianificazione urbana e per il Piano di Assetto Territoriale.
Dati Istat: una mappa del disagio socio-economico di Verona
I dati elaborati da Istat, risalenti al 2021, hanno permesso di tracciare una mappa dettagliata delle aree più a rischio di disagio socio-economico, suddividendo la città in zone subcomunali. Saverio Gazzelloni, direttore delle Statistiche Demografiche e del Censimento della popolazione, ha illustrato come i dati raccolti abbiano evidenziato problematiche legate a denatalità, invecchiamento demografico e aumento della dipendenza strutturale. Inoltre, sono emerse differenze significative nel mercato abitativo tra il centro di Verona e i comuni limitrofi, con molti alloggi vuoti nel nord e un aumento degli affitti nella città e nel sud.
Il quartiere di Veronetta è risultato come una delle aree con maggiore disagio, con alti tassi di famiglie a basso reddito, famiglie senza occupati e disoccupazione giovanile. Questo ha evidenziato la necessità di interventi mirati, come ha spiegato Debora Tronu, della Direzione centrale delle Statistiche Demografiche di Istat.
Il disagio giovanile e la situazione abitativa
Un altro aspetto emerso dall’analisi riguarda il disagio giovanile: i 15-29enni che non lavorano rappresentano il 17,5% della popolazione, con picchi come quello di Santa Lucia, dove il tasso raggiunge il 20,7%. Il progetto ha anche rivelato che la percentuale di abbandono scolastico è particolarmente elevata in alcuni quartieri, come Mizzole, con un tasso del 13,7% rispetto alla media cittadina del 7,3%.
L’analisi ha anche evidenziato problemi legati al mercato abitativo, con molti alloggi vuoti in alcune aree della provincia, contrastando con la crescente domanda di abitazioni in affitto in città.
Le politiche sociali e abitative: parola agli esperti
Durante la tavola rotonda sul tema “Statistiche per il cambiamento. Contrastare il disagio con politiche del territorio basate sui dati”, Luisa Ceni, assessora alle Politiche Sociali e Abitative del Comune di Verona, ha sottolineato come i dati raccolti offrano una lettura precisa del territorio e aiutino le politiche sociali, non solo per Verona ma anche per l’intero ambito territoriale dei 36 comuni coinvolti nel progetto. Il tema delle abitazioni è stato uno dei punti centrali, poiché la città sta affrontando una crescente domanda di servizi e alloggi, un aspetto che deve essere affrontato anche a livello nazionale.
Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona, ha aggiunto che la Provincia ha un ruolo cruciale come ente di coordinamento sovra-comunale, mentre Felice Nava, direttore dei Servizi Socio-sanitari dell’ULSS9 Scaligera, ha parlato della necessità di un lavoro integrato tra i servizi socio-sanitari e i comuni per affrontare le sfide emergenti, come l’invecchiamento demografico e le dipendenze.
Il ruolo cruciale dei dati per le politiche di prossimità
Il progetto ha anche evidenziato l’importanza dei dati a livello sub-comunale per garantire politiche di prossimità efficaci. Girolamo D’Anneo, presidente dell’USCI Unione Statistica dei Comuni Italiani, ha sottolineato che i dati incrociati sono fondamentali per orientare le politiche e garantire una continuità territoriale nei servizi.
Verona come modello di analisi territoriale
In sintesi, l’incontro ha messo in evidenza il valore fondamentale dell’analisi statistica come base per la progettazione delle politiche pubbliche. Con la collaborazione tra il Comune di Verona e l’Istat, è stato possibile tracciare un quadro dettagliato delle sfide socio-economiche che la città e i suoi dintorni devono affrontare. Questo approccio permetterà di sviluppare politiche più mirate, sostenendo una crescita equilibrata e inclusiva per tutti i cittadini.
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