Carenza di personale e difficoltà nelle scuole comunali: la protesta del personale del Servizio Zerosei di Verona si riaccende proprio nei giorni di “open day”, quando le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 sono alle porte. Educatrici e insegnanti dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali lamentano gravi difficoltà, dovute alla continua riduzione dell’organico e alla gestione delle risorse umane.
Negli ultimi dieci anni, la città ha visto un calo del 16% nel numero di bambini iscritti, e il contesto di crescente competizione tra scuole statali, comunali e quelle della Fism non ha fatto che aumentare le difficoltà. In questo scenario, l’incontro di “conciliazione e raffreddamento” tra i sindacati e la Giunta comunale, svoltosi a fine novembre, non ha prodotto risultati concreti, alimentando ulteriormente la protesta.
Le problematiche sollevate dai sindacati
Il principale nodo riguarda la carenza di personale: i sindacati denunciano che le assunzioni, sia a tempo determinato che indeterminato, avvengono con molta lentezza. Nell’ambito dei nidi, la situazione è critica, e le scuole dell’infanzia non sono da meno, con l’ultimo concorso per le assunzioni di ruolo risalente al 2016. Nonostante questo, l’assessora Elisa La Paglia ribatte spiegando che, su un organico di 600 educatori, mancano solo sette educatrici nei nidi e otto nelle scuole dell’infanzia, una percentuale decisamente bassa. La Paglia ha anche sottolineato che, se il Governo dovesse sbloccare le possibilità di assunzione, si provvederebbe ad aumentare il personale, come parte di un progetto di potenziamento dell’offerta educativa.
Altri disagi segnalati
Oltre alla carenza di educatori, altre problematiche sono emerse, come il lavoro straordinario e i doppi turni imposti per far fronte alla mancanza di personale. A queste difficoltà si aggiungono anche i problemi legati all’utilizzo improprio degli insegnanti di sostegno, costretti a coprire posti vacanti, creando ulteriore stress nel personale. La chiusura di alcune sezioni delle scuole dell’infanzia ha anche provocato una ricollocazione di insegnanti, che ha causato disagi, con ben 32 insegnanti ricollocati solo quest’anno.
La statalizzazione e i ricollocamenti
Altra fonte di frizione è il processo di statalizzazione, che ha già coinvolto due scuole dell’infanzia, e che potrebbe continuare nei prossimi anni. La “statalizzazione” implica il passaggio della gestione delle scuole materne dal Comune allo Stato, un processo che, seppur vantaggioso per gli istituti comprensivi, comporta per il Comune una gestione complessa dei ricollocamenti del personale. Secondo i sindacati, la situazione non basta per risolvere i problemi di organico.
La risposta dell’amministrazione comunale
L’assessora La Paglia ha risposto alle accuse, sottolineando che le insegnanti che hanno perso il posto a causa della chiusura di sezioni o della statalizzazione sono state ricollocate all’interno del Comune senza la necessità di spostamenti significativi. In merito alla statalizzazione, La Paglia ha ribadito che questo processo è vantaggioso per entrambe le parti, in quanto permette di migliorare i contratti per le insegnanti e ampliare l’offerta statale di scuola pubblica.
Per quanto riguarda i guasti segnalati nelle scuole, come i giochi rotti nei giardini, l’assessora ha evidenziato che è stato avviato un piano straordinario di manutenzione, con risorse quadruplicate, per risolvere rapidamente questi disagi.
Le nuove proposte per migliorare l’offerta educativa
Per contrastare la diminuzione del numero di iscritti, il Comune ha messo in campo nuove proposte didattiche e orari prolungati, rispondendo così alle esigenze delle famiglie. L’introduzione di orari prolungati fino alle 18 nelle scuole ha incontrato un grande successo, permettendo ai genitori lavoratori di usufruire di un servizio migliore.
La Paglia ha concluso dicendo che la competizione tra le scuole, che oggi deve confrontarsi con una situazione demografica in calo, si gioca sulla qualità dell’offerta educativa.
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