È scontro aperto tra l’associazione Altvelox e il Comune di Torri del Benaco sull’autovelox installato a Pai, ritenuto non omologato e quindi, secondo i denuncianti, utilizzato in violazione della legge. La vicenda si è riaccesa dopo che Gianantonio Sottile, presidente dell’associazione con sede a Belluno, ha sporto querela contro il sindaco Stefano Nicotra, il capogruppo di maggioranza Sergio Zanetti, il vicecommissario della polizia locale Domenico Tenca e il prefetto di Verona, Demetrio Martino.
Nella denuncia, depositata il 17 novembre, Altvelox ipotizza profili di responsabilità penale, amministrativa e contabile legati all’impiego sistematico di un apparecchio privo dei requisiti tecnici previsti dal Codice della strada. Sottile ha parlato di «cittadini trasformati in bancomat», sottolineando come il dispositivo continui a essere attivo nonostante la mancanza del decreto di omologazione, in violazione degli articoli 142 e 45 del Codice della strada e del relativo Regolamento di esecuzione.
La questione ruota attorno alla differenza tra omologazione e autorizzazione, un punto chiarito anche da una recente sentenza della Cassazione – la numero 36051 del 5 novembre 2025 – che ha ribadito come si tratti di due procedimenti distinti per oggetto e finalità. La Suprema Corte ha inoltre aperto la strada alla possibilità di denuncia per frode in pubbliche forniture contro le aziende produttrici di autovelox non omologati.
Altvelox aveva già diffidato il Comune di Torri il 13 novembre, ma la risposta era stata netta: l’amministrazione aveva ribadito l’intenzione di lasciare attivo il dispositivo in assenza di direttive contrarie da parte delle autorità competenti. Il sindaco Nicotra, che firma anche come responsabile del settore Vigilanza, ha confermato la piena fiducia nella legittimità del provvedimento, basandosi sull’autorizzazione ricevuta dal prefetto.
A complicare ulteriormente la vicenda è stato un video pubblicato il 7 novembre, in cui lo stesso sindaco avrebbe ammesso che l’autovelox in questione non è omologato, ma soltanto autorizzato. Sottile ha definito il filmato un autogol da parte del Comune, affermando che vi si trovano «messaggi fuorvianti» e un’ammissione chiara della mancanza di omologazione, con il tentativo di giustificare comunque l’uso del dispositivo.
«Non siamo di fronte a un errore tecnico», ha dichiarato Sottile, «ma a una scelta consapevole: si continua a multare con uno strumento giudicato illegittimo dai tribunali, e si utilizzano risorse pubbliche per difenderlo in Cassazione».
Altvelox ha inoltre inviato l’esposto non solo alla Procura di Verona, ma anche al presidente della Repubblica, alla Corte dei Conti e ai vertici della Corte di Cassazione. L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità nell’utilizzo di strumenti di controllo stradale che non rispetterebbero le norme vigenti.
La risposta del Comune è arrivata con toni sarcastici: il sindaco ha ringraziato ironicamente per «l’ennesima denuncia» e ha ribadito che «l’autovelox rimane acceso», in attesa di eventuali decisioni contrarie da parte degli enti superiori. «Non siamo preoccupati», ha affermato, «perché stiamo agendo sulla base di autorizzazioni ufficiali, e non per iniziativa personale».
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