Maxi rissa a Bovolone, undici denunciati

Il video della sassaiola in via Madonna ha permesso ai carabinieri di identificare i partecipanti; il sindaco annuncia un incontro con il questore

Tito procuratore di Verona

Un tafferuglio ripreso con uno smartphone ha trasformato una notte di tensione in una vicenda con risvolti giudiziari: nella registrazione si vedono decine di giovani — ragazzi e ragazze, italiani e stranieri — che si spintonano, rincorrono persone tra le auto ferme e lanciano pietre in via Madonna, a Bovolone. Il filmato, postato da un automobilista di passaggio, ha accelerato le indagini e reso possibile l’identificazione degli undici giovani coinvolti, che ora sono stati denunciati alla Procura della Repubblica.

Le immagini hanno inoltre rilanciato il dibattito locale su un fenomeno che da tempo preoccupa la cittadinanza: gruppi di ragazzi che stazionano fino a tarda notte, generando disturbo, vandalismi e microcriminalità. I carabinieri della stazione locale, intervenuti nelle ore successive, hanno accertato che molti dei volti ritrovati nel video erano già noti alle forze dell’ordine per precedenti risse e segnalazioni; finora però quelle segnalazioni non avevano portato a denunce formali.

Una parte dei protagonisti è minorenne e per loro si attiverà la Procura per i minorenni; alcuni sono invece maggiorenni e risponderanno davanti alla Procura ordinaria. La qualificazione dell’episodio come rissa ha reso necessaria la raccolta di elementi per la denuncia, che include i nomi dei giovani identificati. Le indagini si sono avvalse sia del video che delle testimonianze raccolte, e la rapidità dell’identificazione è stata attribuita al lavoro congiunto tra polizia locale e carabinieri.

La vicenda ha provocato tensione tra i residenti e ha innescato reazioni politiche e civiche: due cortei pacifici promossi da attivisti locali si sono svolti il 1° e il 17 ottobre per chiedere maggiore sicurezza e contrasto al degrado urbano. In paese, raccolte di firme e iniziative civiche chiedono interventi più incisivi per tutelare la vita quotidiana dei cittadini.

Il sindaco di Bovolone, Orfeo Pozzani, è intervenuto pubblicamente per invitare alla responsabilità: ha ricordato che condividere video sui social non basta e ha esortato i cittadini a segnalare direttamente alle forze dell’ordine gli episodi di illegalità. Pozzani ha spiegato che, dopo i recenti sviluppi e l’individuazione dei responsabili grazie al materiale video, ha richiesto un incontro urgente con il questore per definire possibili contromisure.

Tra le misure sul tavolo c’è anche la valutazione dell’applicazione del Daspo Willy, un provvedimento che il questore può emettere per vietare l’accesso a determinate aree pubbliche — locali, discoteche o zone sensibili — a persone ritenute pericolose per atti violenti o legati allo spaccio. Tuttavia, il sindaco ha sottolineato che bisognerà verificare se i presupposti normativi per il Daspo possono essere applicati a un episodio verificatosi sulla provinciale, come nel caso della sassaiola.

Le forze dell’ordine e gli amministratori hanno annunciato che, oltre alla denuncia, si valuteranno percorsi di prevenzione e interventi mirati per arginare il fenomeno delle bande giovanili: azioni di controllo, progetti educativi e coinvolgimento delle famiglie sono tra gli strumenti citati come necessari per evitare il ripetersi di episodi simili. Intanto, la comunità resta in allerta e attende l’esito dell’incontro richiesto dal sindaco con il questore per sapere quali provvedimenti verranno presi a breve.

Redazione

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