Quattordicenne sotto assedio: minacce quotidiane dalla baby gang che lo aveva rapinato

Dopo la rapina, continua l’incubo per un adolescente veronese: dispetti, intimidazioni e video di sfida anche contro la polizia

Baby gang

A Verona, un ragazzo di 14 anni è vittima di continue persecuzioni da parte degli stessi coetanei che un anno e mezzo fa lo avevano rapinato. L’episodio iniziale risale ad aprile 2024, quando tre minorenni lo avevano aggredito nel sottopasso di Porta Vescovo per sottrargli un paio di scarpe. In seguito alla denuncia, i responsabili erano stati identificati dalla Polizia locale e dalla Squadra Mobile, e nei loro confronti erano scattate misure cautelari, tra cui il Daspo urbano.

Nonostante i provvedimenti, i tre hanno continuato a rendersi protagonisti di comportamenti intimidatori nei confronti della vittima, avvicinandosi spesso alla sua abitazione, fino a trenta volte al giorno, con atteggiamenti provocatori e atti vandalici come il rovesciamento dei bidoni dell’immondizia. Le forze dell’ordine, più volte contattate, sono intervenute, ma la situazione di pressione costante persiste, con ricadute anche sulla salute psicologica del ragazzo, che ha smesso di uscire da solo e vive in uno stato di forte ansia.

Il caso ha avuto sviluppi anche a livello investigativo: nella primavera del 2024, durante le perquisizioni effettuate a casa di uno dei tre minori coinvolti, sono state rinvenute armi ad aria compressa, proiettili, sostanze stupefacenti e una somma in contanti di circa 1.400 euro. Il contesto emerso era ben più ampio e preoccupante rispetto alla singola rapina.

Nonostante i divieti imposti e le segnalazioni continue, il gruppo ha ripreso ad agire con maggiore sfacciataggine. Di recente, dopo la messa in onda di un servizio giornalistico sulla vicenda, i tre si sono riconosciuti nel racconto televisivo e hanno risposto pubblicando un video musicale in stile rap, contenente versi minacciosi e allusioni a violenza armata, con riferimenti espliciti a forze dell’ordine e giornalisti. Il video, circolato online, mostra i ragazzi con bottiglie di alcolici, sigarette e atteggiamenti provocatori, in un chiaro messaggio di sfida verso le istituzioni e le regole della convivenza civile.

Il fenomeno, sebbene circoscritto a un piccolo gruppo, evidenzia criticità gravi in termini di prevenzione e controllo del disagio giovanile, soprattutto nei casi in cui i minori coinvolti assumono comportamenti recidivi nonostante le misure restrittive. La vicenda resta sotto osservazione da parte delle autorità competenti, che continuano a intervenire, ma con strumenti limitati dalla normativa vigente in materia di minori.

Redazione

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