In quindici anni, la forza lavoro over 60 nella provincia di Verona è cresciuta in modo esponenziale: secondo i dati dell’Inps, nel 2008 erano 4.800 i dipendenti sessantenni nel settore privato, diventati 8.829 nel 2014 e 23.133 nel 2023, con un incremento di quasi il 400%. Lo stesso arco temporale, però, registra un calo significativo dei lavoratori più giovani, in particolare nella fascia 30-39 anni, che passa da 91.900 a 75.600, segnando un decremento del 17%.
Un cambiamento strutturale del mercato del lavoro locale e nazionale, legato all’invecchiamento della popolazione, ma anche alle riforme pensionistiche che spingono verso l’innalzamento dell’età pensionabile, come segnalato anche dal recente Outlook dell’Ocse.
Un fenomeno spinto da cause demografiche e scelte politiche
Il sistema produttivo è frammentato, con richieste di competenze specifiche difficili da reperire. Questo porta le aziende a trattenere gli over 60, mentre i giovani restano ai margini, spesso incompatibili con le logiche del lavoro tradizionale.
La mancata connessione tra mondo del lavoro e formazione, sottolinea Tornieri, amplifica il disallineamento generazionale, mettendo a rischio sia la produttività che la capacità di innovazione a lungo termine.
I settori dove gli over 60 crescono di più
Il fenomeno riguarda praticamente tutti i comparti produttivi. In particolare:
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Costruzioni: da 531 over 60 nel 2014 a 1.507 nel 2023
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Manifatturiero: da 2.296 a 5.848
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Trasporto e magazzino: da 990 a 2.590
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Commercio e officine: da 1.224 a 3.274
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Agricoltura: da 1.032 a circa 3.000
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Artigianato: da 4.715 a 5.925
Settori fisicamente impegnativi in cui la presenza di lavoratori anziani solleva interrogativi sulla sostenibilità occupazionale e sull’adeguatezza delle tutele.
Confartigianato: «Servono percorsi per i giovani»
Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona, rilancia il tema del ricambio generazionale. «L’età media degli artigiani continua a salire. Se non interveniamo, rischiamo di perdere mestieri e competenze. Al tempo stesso, la transizione ecologica e digitale crea nuove opportunità».
Zenari evidenzia una crescente richiesta di profili tecnici specializzati, come cybersecurity expert, sviluppatori digitali, artigiani del fashion, esperti in bioedilizia e comunicazione multimediale. «Sono questi i lavori del futuro. I giovani devono essere accompagnati verso un’imprenditorialità moderna, sostenibile e tecnologica».
Un sistema da riformare
Il caso veronese si inserisce in un quadro nazionale segnato da una stagnazione demografica e produttiva. Il permanere degli over 60 al lavoro non è solo una risposta alla necessità economica o all’aumento dell’età pensionabile, ma anche un segnale di debolezza strutturale, che necessita di politiche attive sul lavoro, formazione mirata e incentivi al passaggio generazionale.
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