Sindacalisti identificati prima dello sciopero: tensione a Verona tra Acciaierie e carabinieri

Cgil e Cisl denunciano un episodio senza precedenti alla vigilia dello sciopero dei metalmeccanici: "Atto inopportuno e destabilizzante"

È polemica a Verona dopo che, martedì 29 aprile, due rappresentanti sindacali sono stati identificati dai carabinieri all’interno dello stabilimento delle Acciaierie Venete di Dolcè, alla vigilia del quarto sciopero provinciale dei metalmeccanici. A denunciarlo pubblicamente sono stati Francesca Tornieri e Giampaolo Veghini, rispettivamente segretari generali di Cgil e Cisl Verona, che definiscono l’episodio come “grave, mai avvenuto prima nel territorio”.

Secondo quanto riportato dalle sigle sindacali, i militari si sono recati nello stabilimento su segnalazione della proprietà, con l’intento di incontrare due delegati sindacali (Rsu) mentre erano al lavoro. L’obiettivo sarebbe stato quello di raccogliere informazioni sulle modalità di svolgimento dello sciopero e del presidio previsto per il giorno seguente, con l’intento, secondo i sindacati, di valutarne la legittimità in anticipo.

Per Tornieri e Veghini si tratta di un atto “irrituale e fuori luogo”, che ha violato il corretto protocollo istituzionale: “Le nostre organizzazioni sono dotate di una struttura di coordinamento ben definita tra confederazioni, segreterie territoriali e rappresentanze aziendali. In occasione di mobilitazioni, questo sistema mantiene un canale diretto e trasparente con la Questura”. L’intervento diretto dei carabinieri, bypassando i referenti sindacali e istituzionali, è stato letto come un’azione destabilizzante, percepita dai lavoratori come un tentativo di condizionamento preventivo, piuttosto che come un atto di vigilanza.

Il contesto dello sciopero, secondo quanto ricordano i sindacalisti, è segnato da una serie di vertenze che vanno avanti da mesi, incentrate su questioni cruciali come il rinnovo del contratto nazionale, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la gestione degli appalti, temi che riguardano anche le Acciaierie Venete. Martino Braccioforte (Fiom Cgil) e Adriano Poli (Fim Cisl) hanno ribadito come le iniziative di protesta si siano sempre svolte nel rispetto delle normative, con una piena collaborazione con le autorità.

Proprio per questo, l’intervento delle forze dell’ordine ha generato sorpresa e preoccupazione: “L’utilizzo di metodi che ricordano forme di controllo preventivo è un fatto nuovo e inquietante, soprattutto se trova sostegno tra chi dovrebbe garantire la neutralità istituzionale”, affermano i due segretari metalmeccanici.

In attesa di chiarimenti ufficiali da parte delle autorità competenti e dell’azienda, l’episodio alimenta un clima già teso, aggravando il confronto tra i lavoratori e la direzione aziendale. Non sono escluse ulteriori iniziative sindacali in risposta a quanto accaduto, mentre si attende una presa di posizione formale da parte della Prefettura e della direzione delle Acciaierie.

Redazione

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