Sono tre i giovani veronesi insigniti del prestigioso titolo di “Alfieri della Repubblica” dal presidente Sergio Mattarella, riconoscimento riservato ai ragazzi che si sono distinti per atti di altruismo, impegno civile, talento e solidarietà. Erik Kokoshi, Giada Baltieri e Maddalena Albiero rappresentano con le loro esperienze un’Italia giovane, sensibile e capace di grandi gesti, anche nel silenzio della quotidianità.
Erik Kokoshi, 11 anni: la voce che legge oltre la vista
Il più giovane tra i premiati veronesi è Erik Kokoshi, undicenne di Verona, premiato per la delicatezza con cui si prende cura della sua vicina ipovedente, Paola. Con naturalezza e affetto, Erik regala la sua voce per leggere libri ad alta voce e inviarli tramite messaggi vocali. Un gesto semplice ma profondamente umano, che supera le barriere generazionali e sensoriali, mostrando come l’amicizia possa manifestarsi anche nel dono del tempo e della lettura condivisa. Paola, colpita dalla curiosità e dalla passione del giovane lettore, gli regala libri, alimentando un dialogo speciale fatto di parole, ascolto e affetto.
Giada Baltieri, 17 anni: la forza della fragilità
Giada Baltieri, 17enne di Caldiero, è stata premiata per il coraggio con cui affronta l’osteogenesi imperfetta, una rara malattia genetica che rende le ossa estremamente fragili. Nonostante le sfide quotidiane, Giada è diventata un punto di riferimento per la sensibilizzazione sulla disabilità, portando il suo esempio di resilienza nelle scuole e nelle manifestazioni pubbliche. La sua energia e positività l’hanno resa la mascotte di una nota gara podistica a sostegno della ricerca scientifica, trasformando la sua esperienza personale in uno strumento di lotta e speranza per gli altri.
Maddalena Albiero, 17 anni: versi che parlano ai giovani
Di Bardolino è invece Maddalena Albiero, anche lei diciassettenne, premiata per aver dato voce, attraverso la poesia, ai sentimenti e alle inquietudini dei suoi coetanei. Sin da piccola appassionata di parole, ha trasformato la scrittura in una via di crescita e auto-espressione. I suoi versi, che affrontano temi universali come amicizia, amore, delusioni e speranze, sono diventati strumenti di dialogo con altri giovani, spingendola a presentare il suo primo libro al Salone del Libro di Torino. La sua attività è anche testimonianza dell’importanza dell’arte come mezzo per riscoprire sé stessi e creare comunità.
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