Tagli ai Comuni nel Veronese: in cinque anni mancheranno 23,6 milioni di euro

La legge di bilancio 2025 riduce le disponibilità di spesa: Verona immobilizza 9 milioni, Villafranca e Legnago tra i più colpiti

Comune di Verona

Pesanti tagli alle risorse dei Comuni del Veronese: nei prossimi cinque anni, a causa della legge di bilancio 2025, saranno 23,6 milioni di euro le somme che gli enti locali dovranno accantonare e non utilizzare per la spesa corrente.

Il provvedimento, confermato dalla conferenza Stato-Città al Viminale, ha stabilito che per i 98 Comuni della provincia già nel 2025 verranno congelati oltre 2,2 milioni di euro, con il capoluogo Verona che da solo dovrà immobilizzare quasi 9 milioni, di cui 865mila euro già quest’anno.

Impatto sui bilanci comunali

🔴 Cosa significa questo taglio?
I Comuni dovranno prevedere nel bilancio di previsione un accantonamento obbligatorio delle somme stabilite, che non potranno essere utilizzate per coprire spese correnti come bollette, stipendi o manutenzione ordinaria.

🔴 Dove finiranno i soldi congelati?
A fine anno, le somme accantonate confluiranno nel risultato di amministrazione, ma potranno essere usate solo per finanziare investimenti futuri.

🔴 Possibili ulteriori riduzioni
Se nel quinquennio 2025-2029 le spese dei Comuni non saranno coerenti con gli obiettivi di finanza pubblica, il governo potrà imporre nuovi tagli a Comuni, Province e Città Metropolitane.

Effetti concreti per i Comuni veronesi

📉 Villafranca, il secondo comune della provincia, nel 2025 dovrà accantonare 60.987 euro, che saliranno a 633mila euro entro il 2029. A questi si sommano 104mila euro di tagli previsti dalla legge di bilancio 2024.

📉 Legnago dovrà congelare 53mila euro quest’anno e 556mila euro nei prossimi cinque anni, oltre ai 100.200 euro già decurtati nel 2024.

📉 Verona, il comune più colpito, dovrà immobilizzare 9 milioni di euro in cinque anni, riducendo sensibilmente le risorse disponibili per servizi e infrastrutture.

Aumento di tasse e riduzione dei servizi?

L’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha espresso preoccupazione, auspicando che il contributo richiesto ai Comuni venga ridotto nei prossimi anni. Il blocco della spesa corrente avrà impatti concreti su servizi sociali, manutenzione di strade e scuole, con il rischio che i Comuni siano costretti ad aumentare tasse e imposte locali per compensare la riduzione delle risorse disponibili.

Redazione

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