Collettore del Garda: chiesti 8 milioni alla Regione per completare i lavori

La consigliera Anna Maria Bigon presenta un emendamento per finanziare l’opera, mentre a Lonato si sblocca il progetto del depuratore lombardo

lago di garda

Il Collettore del Garda, infrastruttura cruciale per la salvaguardia ecologica del lago, necessita di ulteriori finanziamenti per essere completato entro il 2030. Per questo, la consigliera regionale Anna Maria Bigon ha chiesto 8 milioni di euro alla Regione Veneto, presentando un emendamento alla legge di bilancio. La proposta si inserisce in un quadro di investimenti essenziale per la tutela ambientale di uno dei bacini lacustri più importanti d’Italia.

L’emendamento di Bigon

La consigliera del PD ha motivato la richiesta di finanziamento sottolineando l’urgenza e l’importanza strategica del progetto: «Vista l’importanza dell’opera e la considerevole consistenza dei finanziamenti richiesti, si ritiene opportuno un coinvolgimento della Regione». Il collettore gardesano è gestito dall’azienda Ags, che avrà il compito di portare a termine la realizzazione della nuova infrastruttura per la depurazione delle acque.

Bigon ha ricordato come l’emendamento faccia seguito a un ordine del giorno firmato da tutti i consiglieri regionali veronesi e approvato all’unanimità, ma che fino a oggi non ha trovato attuazione. Il progetto mira a sostituire l’attuale collettore, ormai obsoleto, con un sistema più efficiente e sostenibile.

Svolta per il depuratore lombardo

Sul fronte lombardo, si è sbloccata una questione aperta da anni. Il nuovo depuratore del Garda sarà realizzato a Lonato, nella frazione di Esenta, chiudendo definitivamente l’ipotesi di un doppio impianto tra Gavardo e Montichiari. Questa soluzione avrà un impatto positivo anche sulla sponda veneta, poiché alleggerirà il carico di lavoro del depuratore di Peschiera del Garda.

Il cronoprogramma del collettore

Il nuovo collettore gardesano dovrà essere completato entro il 2030. Si tratta di un’infrastruttura fondamentale per garantire la sostenibilità ecologica del lago, che coinvolge entrambe le sponde, veneta e lombarda. Tuttavia, il raggiungimento degli obiettivi è strettamente legato alla disponibilità di fondi.

La consigliera Bigon ha auspicato un ampio consenso attorno alla sua proposta, affinché la Regione Veneto approvi i finanziamenti necessari: «Questa volta, è fondamentale che arrivino provvedimenti concreti per il bene del futuro di quest’area preziosa».

Redazione

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