“Posso scrivere i versi più tristi questa notte. Io la amai, e a volte anche lei mi ha amato”. Questa celebre citazione proviene dalla raccolta di poesie “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”, un capolavoro del famoso poeta cileno Pablo Neruda, insignito del Premio Nobel per la Letteratura.
In questa opera, Neruda esplora le complessità dell’amore e della tristezza, trasmettendo emozioni profonde attraverso versi ricchi di passione e vulnerabilità. Ogni poema è un riflesso della sua anima, in cui l’amore diventa sia una fonte di gioia che di dolore. La sua scrittura riesce a catturare la bellezza effimera dei legami umani, evocando ricordi intensi e sentimenti contrastanti.
La capacità di Neruda di esprimere l’ineffabile è ciò che rende il suo lavoro così potente e duraturo. Con uno stile lirico e appassionato, il poeta non teme di affrontare la sofferenza che accompagna l’amore. I suoi versi diventano così un viaggio attraverso le sfumature dell’affetto, rivelando la fragilità delle relazioni e l’intensità dei legami emotivi.
In occasione dell’anniversario della pubblicazione di questa straordinaria opera, è fondamentale riconoscere l’impatto che le parole di Neruda continuano ad avere su generazioni di lettori. La sua capacità di fondere speranza e desolazione in un unico respiro poetico è ciò che lo ha reso un pilastro della letteratura mondiale. I suoi versi non solo parlano d’amore, ma invitano anche a riflettere sulla natura complessa dei sentimenti umani, rendendoli universali e senza tempo.
Attraverso la sua penna, Neruda ci ricorda che, anche nei momenti più bui, la bellezza dell’amore può risplendere, rendendo ogni verso un inno alla vita e alla sua impermanenza.
L’Università di Verona, l’Esu di Verona e l’Ambasciata del Cile, per celebrare il centenario della pubblicazione e il 120esimo anniversario della nascita di Neruda, propongono mercoledì 23 ottobre, alle 18, nell’aula T2 del polo Zanotto, in viale Università 4, un evento unico. L’ingesso sarà libero: dopo i saluti delle istituzioni, verranno lette alcune liriche del poeta cileno da Pier Francesco Nocini, magnifico rettore dell’ateneo scaligero. Così come da Ennio Vivaldi, ambasciatore cileno in Italia, Damiano Tommasi, sindaco di Verona, Claudio Valente, presidente Esu di Verona, e Francesca Fiori, presidente del Consiglio studentesco.
Tre i momenti in cui sarà diviso l’appuntamento: conversazione ‘Neruda in versi‘, con Gabriele Morelli, docente di Lingua e Letteratura spagnola dell’Università di Bergamo nonché colui che ha curato alcune opere del poeta, che parlerà con Felice Gambin, docente di Letteratura spagnola dell’Università di Verona e delegato del rettore all’Internazionalizzazione. Morelli, nel 2022, è stato insignito da re e regina di Spagna il premio Ñ dell’Istituto Cervantes.
Spazio poi a ‘Neruda in musica‘: partecipano il soprano Carolina Gallardo e il coro dell’Università di Verona, con il maestro Marcello Rossi Corradini al pianoforte. Infine, uno spazio sarà dedicato a ‘Neruda nell’arte‘, con l’esposizione dell’opera ‘Neruda y el amor’ di Eduardo ‘Mono’ Carrasco. Questi dal 1974 vive in Italia, dove è arrivato come rifugiato politico dopo l’avvento della dittatura di Augusto Pinochet.
Alla fine dell’evento, buffet e brindisi con vini cileni. Non solo: le mense universitarie dell’Esu proporranno menù a base di specialità cilene.
L’appuntamento è promosso in collaborazione con il Consiglio studentesco, la Fundación Pablo Neruda de Santiago del Chile, il Consulado Honorario del Chile en Vicenza, Cape Horn, e gode del patrocinio del Comune di Verona.
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