Tra il 2016 e il 2019, Gianpaolo B. aveva ricevuto il permesso di effettuare piccoli prelievi dal conto bancario della zia, una donna anziana di 98 anni affetta da decadimento cognitivo, per coprire le sue spese quotidiane. Tuttavia, l’uomo ha tradito la fiducia riposta in lui, utilizzando l’accesso al conto per prelevare progressivamente una somma significativa, pari a 140 mila euro, senza che la zia ne fosse consapevole.
La truffa è stata scoperta dall’amministratore di sostegno della signora , incaricato di supervisionare la gestione delle sue finanze. Quest’ultimo ha notato delle anomalie nei movimenti bancari, con continui ammanchi di denaro che non corrispondevano alle necessità della donna. Le verifiche effettuate hanno rivelato che Gianpaolo B. aveva svuotato il conto della zia, compiendo un atto di appropriazione indebita.
Davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare (Gup), Gianpaolo B. ha confessato i fatti, ammettendo la propria colpevolezza. Inizialmente, la procura aveva richiesto una pena più severa , di tre anni di reclusione e una multa di 1500 euro. Tuttavia, grazie al patteggiamento, la condanna è stata ridotta a due anni di reclusione ea una sanzione di 1000 euro. La corte ha inoltre concesso a Gianpaolo B. la sospensione condizionale della pena, il che significa che, salva la commissione di ulteriori reati, non dovrà scontare la pena in carcere.
Questo caso mette in evidenza i rischi legati alla gestione fiduciaria delle finanze di persone vulnerabili , sottolineando l’importanza di un controllo attento e trasparente per prevenire abusi e truffe a danno degli anziani.
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