Sempre meno filiali di banche: l’impatto nei comuni veronesi

La chiusura degli sportelli bancari in Italia continua senza sosta, con un effetto significativo anche a Verona

Secondo l’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, basata sui dati di Bankitalia e Istat, solo nei primi sei mesi del 2024 le banche italiane hanno chiuso 163 sportelli.

In realtà, le chiusure effettive sono 62, considerando le 101 nuove aperture di Banca Private Cesare Ponti, che però ha operato all’interno di filiali esistenti del Gruppo Bper dedicate al private banking. Questi numeri si aggiungono a una lunga lista di chiusure che hanno lasciato senza sportelli ben 3.282 comuni italiani, con un’accelerazione dal 2015.

Un quarto del territorio nazionale, equivalente alla superficie di Lombardia, Veneto e Piemonte, è ora privo di filiali bancarie. Per circa 4,5 milioni di italiani, la filiale bancaria è ormai un miraggio. Inoltre, circa 10,5 milioni di persone rischiano di perdere l’accesso ai servizi bancari.

La situazione a Verona

A Verona, dal 2021, il numero di comuni senza una sola filiale bancaria è salito da 11 a 14 su 98 totali, coinvolgendo oltre 22mila abitanti. Questo fenomeno di desertificazione bancaria ha raggiunto il 14,3% dei comuni veronesi e il 2,5% della popolazione. Comuni come Sorgà, Mezzane, Brenzone, Rivoli ed Erbè sono ora senza sportelli bancari.

Parallelamente, il numero di comuni con un solo sportello bancario è aumentato da 21 a 24. Tra questi, Monteforte con oltre 9mila abitanti, Mozzecane con 8mila e Casaleone con quasi 6mila. A livello regionale, le aree più colpite sono Molise (-1,3%), Veneto (-1,2%), Friuli Venezia Giulia e Lazio (-1%), mentre la media nazionale si attesta a -0,3%.

L’accesso limitato ai servizi bancari tradizionali è aggravato dalla bassa diffusione dell’internet banking: in Italia, solo il 51,5% degli utenti utilizza questo servizio, rispetto alla media europea del 63,9%.

Impatto socio-economico

Rosaria Di Martino, segretaria generale di First Cisl Alto Adige, Trentino e Veneto, sottolinea come la chiusura degli sportelli bancari possa avere gravi ripercussioni socio-economiche. Non solo per la potenziale mobilità o perdita di lavoro nel settore bancario, ma anche per l’impatto negativo sul tessuto economico e sociale di diverse aree, soprattutto quelle più vulnerabili.

La chiusura delle filiali bancarie rischia di accentuare l’esclusione sociale delle fasce di popolazione più anziane, meno autonome negli spostamenti e con competenze digitali limitate. Solo il 29,2% degli anziani tra i 65 e i 74 anni utilizza l’internet banking.

Infine, è in aumento il numero di imprese situate in comuni senza sportelli bancari: a livello nazionale, sono 1.960 in più rispetto allo scorso dicembre, passando da 264.512 a 266.472.

Redazione

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