Comincia con un appello alla coesione e una doppia protesta la settimana decisiva per il piano di sviluppo urbanistico della Marangona. Questa fase potrebbe rivelarsi cruciale anche per l’amministrazione di Damiano Tommasi, giunta a due anni dall’inizio del suo mandato.
Nei prossimi giorni, la delibera sulla Marangona sarà discussa nella commissione urbanistica e successivamente votata dal consiglio comunale. Nonostante il voto sembri scontato, la questione ha già creato tensioni all’interno della giunta. Il progetto è stato approvato, ma l’assessore Michele Bertucco ha manifestato la sua contrarietà. Anche la consigliera Jessica Cugini potrebbe esprimere voto contrario, ma questo non dovrebbe cambiare le sorti di una delibera destinata all’approvazione. Tuttavia, gli oppositori del progetto non si arrendono e hanno organizzato due manifestazioni per fermare le nuove costruzioni previste alla Marangona. Il primo presidio è previsto per domani, 2 luglio, alle 12.30 in Via Leoncino, mentre il secondo si terrà mercoledì, 3 luglio, alle 17.30 davanti a Palazzo Barbieri in Piazza Bra.
Sul fronte politico, all’assessore Bertucco è stato chiesto di dimettersi per il suo parere contrario in giunta, richiesta che ha rifiutato, affidando la decisione finale al sindaco Tommasi. In questo contesto, Luciano Butti, Giulio Saturni e Alberto Sperotto hanno lanciato un appello per mantenere la coesione nella maggioranza, lodando i progressi dell’amministrazione comunale.
“I cantieri aperti rappresentano un segno tangibile di questo cambiamento, l’attenzione alla mobilità sostenibile e l’impegno per i diritti sociali e civili sono tutti tasselli di un mosaico più ampio che delinea una Verona più europea e aperta”, hanno dichiarato Butti, Saturni e Sperotto. “La strada è ancora lunga, è necessario recuperare un immobilismo che dura ormai da un ventennio e per farlo serve il contributo di tutti.
Gli esponenti della maggioranza insistono sull’importanza di evitare passi indietro e piuttosto fare un passo avanti. Ciò significa prendere atto delle compatibilità. Di fronte a rilievi provenienti dall’interno della maggioranza, la risposta non può essere l’accusa di ‘fuoco amico’. Deve essere, sempre e dall’inizio, una risposta che illustri a tutta la città le conseguenze delle diverse scelte che sono possibili”.
Infine, il sindaco deve migliorare la strategia comunicativa. “In una democrazia moderna, nessuno può accettare che, di fronte a rilievi e critiche, la risposta sia una polemica personale, o un appello alla fiducia oppure alla necessità di fare squadra. Quanto alle questioni urbanistiche sulle quali si è aperta la crisi, con lo sforzo di tutti si può trovare una soluzione”. Le problematiche legate alla Marangona, come quelle di Corte Alberti, devono essere affrontate con una discussione aperta per migliorare le soluzioni per altre aree come Nassar e l’Ex Seminario. Trovare un “compromesso alto” è essenziale per la buona politica.
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