Lucio Roberto Bertolino, un odontotecnico di 71 anni residente a Bassano, è stato condannato a cinque anni di reclusione per aver falsificato prescrizioni mediche che hanno portato all’intossicazione mortale di un giovane paraguaiano di 26 anni. Il tragico evento si è svolto nella notte del 2 febbraio 2021 a Verona, dove il giovane viveva con Bertolino. La condanna, emessa al termine del processo di primo grado, include anche un risarcimento di 10.000 euro alla zia della vittima, Diego Paiva.
Bertolino, che non è un medico, ha abusato della sua posizione falsificando la firma del direttore sanitario di un poliambulatorio per ottenere sonniferi come Minias, Stilnox e Xanax. Durante il processo, ha confessato di essere stato innamorato del giovane, nonostante le frequenti liti e la notevole differenza di età tra loro. Il rapporto tra i due era complesso, con Bertolino che sosteneva le spese di vita e il giovane che apparentemente approfittava della situazione.
Diego, originario del Paraguay, aveva inizialmente vissuto con una zia a Trento prima di trasferirsi da Bertolino, credendo che l’uomo, che si spacciava per dentista, gli avrebbe offerto un lavoro nel suo studio. La difesa ha tentato di dipingere Bertolino come una vittima delle circostanze, sottolineando come fosse stato costretto a soddisfare le richieste del giovane.
L’autopsia ha confermato che la causa della morte era un’intossicazione acuta da Zolpidem, uno dei farmaci prescritti illegalmente. Il caso ha sollevato questioni significative sulla responsabilità e l’abuso di fiducia nel contesto delle prescrizioni mediche.
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