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Caldiero inaugura la prima panchina gialla per la sensibilizzazione sull’endometriosi

Un nuovo simbolo in piazza Marcolongo mira a incrementare la consapevolezza sull'endometriosi, coinvolgendo la comunità nel dialogo sulla prevenzione

Da sabato scorso, la comunità di Caldiero testimonia un significativo arricchimento nella piazza Marcolongo: l’installazione di una panchina gialla, designata come “endopark”. Questa iniziativa si propone di elevare la consapevolezza sull’endometriosi, un disturbo particolarmente insidioso, enfatizzando l’importanza della prevenzione, soprattutto tra le donne. Durante un evento caratterizzato da una vasta partecipazione, l’associazione Gi.A.DA. Aps di Verona, insieme all’Amministrazione comunale e in collaborazione con l’entità “La voce di una, la voce di tutte”, ha presentato ufficialmente questa panchina come la 263esima del suo genere in Italia, marcandola come la pioniera nella zona est di Verona e la quinta a livello provinciale.

Elemento distintivo della panchina è una placca informativa, corredata di un QR code, attraverso il quale è possibile accedere a dettagli approfonditi sull’endometriosi. Michela Manega, tutor per l’associazione “La voce di una, la voce di tutti”, ha sottolineato l’importanza di riconoscere l’endometriosi non solo come una patologia che affligge la donna ma come una condizione che impatta significativamente sulla coppia e sulla famiglia nel suo insieme.

L’iniziativa ha visto anche gli interventi del sindaco Marcello Lovato e dell’assessore Elisa Bonamini. A loro è seguito il contributo di Valentino Bergamini, direttore della Ginecologia B presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, il quale ha illustrato i pericoli legati all’endometriosi, descrivendo i sintomi e le caratteristiche principali di tale malattia, che può rimanere difficilmente riconoscibile in alcune circostanze.

Anna Maria Nalini, presidente di Gi.A.DA. Aps Verona, ha evidenziato l’impegno dell’associazione nel promuovere la salute femminile attraverso un supporto concreto e solidale, facilitando l’accesso a visite ed esami medici. Ha inoltre rimarcato l’importanza della recente legge sull'”oblio oncologico”, che, basandosi su criteri scientifici, stabilisce che un individuo può considerarsi guarito dall’oncologia decorsi 10 anni dal termine delle cure, liberandolo dall’obbligo di menzionare la precedente condizione di salute in documentazioni ufficiali.

Concludendo, il sindaco Lovato ha sottolineato il valore simbolico dell’installazione della panchina al centro della comunità: un gesto che non solo promuove l’incontro e la condivisione ma ricorda anche l’importanza dell’unità e della solidarietà di fronte alle sfide, come quelle imposte dall’endometriosi, dimostrando che l’impegno collettivo può superare anche le difficoltà più ardue.

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