La cassa integrazione in forte aumento nel Veneto: segnali preoccupanti per il lavoro

CGIL Verona lancia l'allarme: dati INPS mostrano una netta ripresa della cassa integrazione.

giovani al lavoro

La cassa integrazione (CIG) segna una preoccupante inversione di tendenza in Veneto, con un aumento significativo che riporta i riflettori sullo stato di salute del mercato del lavoro nella regione. Dopo un periodo di relativa calma, seguito agli anni critici della pandemia, i numeri tornano a salire, delineando un quadro di incertezza per i lavoratori e per l’economia locale.

I dati diffusi dall’INPS evidenziano una crescita del 22,3% nel 2023, con 6,3 milioni di ore autorizzate rispetto ai 5,1 milioni dell’anno precedente. Questa tendenza non si limita a Verona, ma si estende a molte province venete e regioni del centro-nord, spinte da un contesto economico ancora fragile e da scelte politiche ed economiche che richiedono una revisione critica.

A gennaio 2024, l’incremento si è ulteriormente accentuato, con 731.320 ore di CIG solo a Verona, più del doppio rispetto al mese precedente e più del triplo rispetto a gennaio 2023. Questi numeri non solo mettono in luce la volatilità del mercato del lavoro ma sollevano interrogativi sulla capacità del sistema economico di affrontare le sfide presenti e future.

Francesca Tornieri, Segretaria generale CGIL Verona, critica l’assenza di strategie economiche e industriali lungimiranti, evidenziando come la dipendenza dalle dinamiche di mercato in un periodo di transizione (energetica, ambientale, tecnologica, sociale) possa avere conseguenze economiche e sociali devastanti. L’appello è a una presa di responsabilità da parte dei governi per indirizzare il paese verso scelte sostenibili e inclusive.

La situazione del settore edile, e in particolare della termomeccanica a Verona, viene descritta come particolarmente critica. Martino Braccioforte, segretario generale Fiom CGIL Verona, sottolinea le difficoltà legate alle decisioni europee sull’abbandono delle caldaie a gas entro il 2040 e le ripercussioni delle tensioni economiche internazionali, in particolare con la Germania, su un settore già provato da guerre e tensioni commerciali.

Redazione

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