Con il pronunciamento di ieri da Verona, il magistrato incaricato delle indagini preliminari, Carola Musio, ha ratificato l’arresto di due persone coinvolte in un grave episodio ai danni di una giovane studentessa di 12 anni. L’accaduto, avvenuto alla luce del giorno nei pressi dell’istituto scolastico della vittima, ha sollevato un’ondata di indignazione pubblica. Secondo quanto diffuso dall’agenzia di stampa Ansa, al momento della cattura, gli inquirenti avevano proposto l’accusa di sequestro di persona, ipotesi che però non è stata confermata dal giudice.
Gli individui al centro della vicenda sono due uomini, di 37 e 47 anni, entrambi di origine indiana, senza un domicilio fisso ma legalmente presenti in Italia. Dopo la convalida dell’arresto, rimangono detenuti, pur sostenendo la loro innocenza e affermando di essere stati fraintesi.
Tuttavia, la versione fornita dalle vittime, una giovane ragazza e sua madre, non lascia spazio a dubbi. Hanno raccontato alle autorità come, al termine delle lezioni, la ragazzina sia stata violentemente trascinata in un vicolo isolato dove ha subito le molestie. La pronta reazione e le grida della giovane hanno permesso alla madre di intervenire, seppur giunta sul posto quando gli aggressori erano già fuggiti.
I dettagli forniti hanno guidato le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri del nucleo investigativo, alla rapida identificazione e arresto dei sospettati. Le indagini sono tuttora in corso, con gli investigatori che stanno esaminando ulteriori prove, inclusi i filmati di sorveglianza della zona, per consolidare le accuse.
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