In Veneto, la regione assiste a una riduzione significativa dell’incidenza dell’influenza, con l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, che sottolinea una diminuzione generale dei casi. Questo calo si evidenzia nella riduzione dei tassi di incidenza da 14,48 a 11,23 per mille abitanti. Un’eccezione si nota nella popolazione oltre i 65 anni, dove c’è stato un leggero incremento. Lanzarin aggiunge che il sistema sanitario sta gestendo efficacemente la situazione, ritenuta in linea con le normali stagioni influenzali pre-pandemiche.
Analizzando le fasce d’età, si osserva una diminuzione in tutte le categorie eccetto gli ultrasessantacinquenni. Per esempio, i bambini tra zero e quattro anni hanno mostrato un calo da 47,16 a 29,67 per mille, mentre per gli adulti tra i 15 e i 64 anni, l’incidenza è scesa da 13,8 a 11,72 per mille. In contrasto, vi è stata un’ascesa marginale per gli anziani, con un aumento da 5,98 a 6,39 per mille.
Dai dati regionali emerge che il Veneto segue tendenze simili a quelle nazionali, con una riduzione generale dell’incidenza influenzale. Inoltre, la regione ha implementato un nuovo sistema di monitoraggio in pronto soccorso per casi respiratori, evidenziando un aumento del 10% negli ultimi periodi dell’anno rispetto ai trend storici. Gli esperti attribuiscono questo aumento alla co-circolazione di diversi virus, tra cui COVID-19 e il virus respiratorio sinciziale.
Sul fronte della vaccinazione, sono state somministrate 850.000 dosi, con una copertura del 50% nella popolazione oltre i 65 anni. Secondo la Direzione Regionale Prevenzione, i dati sulla sorveglianza di casi gravi non mostrano anomalie rispetto ai periodi pre-pandemici. Questo suggerisce che, nonostante l’attuale situazione, l’incidenza e l’impatto dell’influenza rimangono in linea con le aspettative stagionali
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