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Caso fatture false in casa Hellas Verona: il presidente Setti risponde alle accuse

Il club calcistico e il suo presidente hanno espresso indignazione per le accuse e hanno cercato di fare chiarezza sulla situazione: "Operazione mediatica plateale, incivile e rozza disinformazione e mistificazione della realtà".

Il 7 dicembre, Hellas Verona e il suo presidente, Maurizio Setti, hanno rilasciato un comunicato ufficiale in risposta all’operazione “Cyrano” della Guardia di Finanza, che ha catturato l’attenzione dei media negli ultimi giorni. Nel comunicato, il club calcistico e il suo presidente hanno espresso indignazione per le accuse e hanno cercato di fare chiarezza sulla situazione, affermando che “la misura è ormai colma” e che si è oltrepassato il limite della decenza.

Nel passato, Hellas Verona e il suo presidente sono stati oggetto di indagini giudiziarie con una vasta eco mediatica, ma tali casi sono stati successivamente archiviati, con l’ammissione delle stesse autorità inquirenti della loro infondatezza, come confermato anche dalla Corte di Cassazione. Tuttavia, questa volta si trovano di fronte a un’operazione mediatica che considerano “plateale, incivile e rozza disinformazione e mistificazione della realtà“.

La principale accusa che il club e il suo presidente stanno affrontando riguarda un presunto coinvolgimento in una maxitruffa, del valore di 10 milioni di euro, relativa a contratti di sponsorizzazione. Tuttavia, Hellas Verona ha dichiarato che la Guardia di Finanza non ha effettuato perquisizioni o sequestri nei loro confronti. Inoltre, il club ha consegnato spontaneamente tre fatture risalenti al 2019 alle autorità, fatture emesse da D.A.L. Worldwide Distribution per un totale di € 258.760,00. Hellas Verona ha pagato queste fatture regolarmente per lavori edili effettuati.

È importante notare che queste tre fatture non sono mai state contestate dall’Agenzia delle Entrate e sono state acquisite dalla Guardia di Finanza in passato durante un controllo fiscale ordinario. L’accusa mantiene che queste fatture, relative a operazioni inesistenti, rappresentino “costi indeducibili” e “IVA indebitamente detratta” per un totale di € 56.927,20 per l’anno d’imposta 2019. Hellas Verona e il presidente Setti intendono dimostrare la loro innocenza nelle sedi competenti.

Tuttavia, il club ritiene che collegare queste accuse relative a costi edili e IVA indebita detrazione a una maxitruffa da 10 milioni di euro con contratti di sponsorizzazione sia una manipolazione mediatica intesa a danneggiare l’onore, la reputazione e l’immagine di Hellas Verona, del suo presidente e dei suoi tifosi.

Per affrontare questa situazione, Hellas Verona e il suo presidente hanno incaricato i loro legali di agire in ogni sede, sia penale che civile, contro coloro che hanno contribuito o contribuiranno alla diffusione di notizie false, mistificazione dei fatti e travisamento della realtà in questi giorni.

Infine, è fondamentale ricordare il principio della presunzione di innocenza, sottolineato dalla stessa Guardia di Finanza nel suo comunicato, secondo il quale la colpevolezza dei soggetti sottoposti a indagine sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna.

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