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In più di 8.000 accorsi per l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin

Le toccanti parole del padre Gino e della sorella Elena.

Affrontare la Tragedia di Giulia Cecchettin: Un Appello per un Cambiamento Culturale e l’Unità Contro la Violenza di Genere

La Basilica di Santa Giustina a Padova ha accolto questa mattina più di 8.000 persone per commemorare la vita di Giulia Cecchettin, la giovane veneziana di 22 anni tragicamente uccisa dal suo ex fidanzato, Filippo Turetta, il 5 dicembre. La cerimonia, officiata dal vescovo di Padova, Claudio Cipolla, è stata caratterizzata da momenti di commozione e riflessione.

Il feretro di Giulia, avvolto da rose bianche, è entrato nella basilica tra gli applausi rispettosi dei presenti. Il vescovo Cipolla ha pronunciato parole di saggezza, sottolineando la necessità di non rimanere intrappolati nella tragedia, ma di cercare un raggio di luce anche nelle situazioni più buie. Ha ricordato il sorriso di Giulia, che mancherà a tutti, sottolineando il dolore che la sua famiglia sta vivendo.

Le toccanti parole di Gino Cecchettin, il padre di Giulia, hanno rivoluzionato la commemorazione. Ha affrontato il tema del femminicidio come prodotto di una cultura distorta che sminuisce la vita delle donne, chiedendo a tutti gli uomini di prendere posizione. Ha sottolineato l’importanza dell’educazione, esortando gli uomini a insegnare ai loro figli a rispettare la sacralità dell’altro e a evitare la minimizzazione di una cultura dannosa. Ha richiamato l’attenzione su responsabilità educative condivise e ha sostenuto la necessità di leggi e programmi educativi per prevenire la violenza.

Claudio Cipolla ha anche rivolto un pensiero a Filippo Turetta, il presunto assassino, chiedendo la “pace del cuore” per lui e la sua famiglia, sottolineando l’importanza della pace interiore.

La sorella di Giulia, Elena, ha condiviso un toccante messaggio durante la preghiera nella chiesa di Saonara. Ha ricordato Giulia come la migliore amica, un angelo custode, e ha condiviso aneddoti che illuminavano il lato affettuoso e giocoso della sua personalità.

La cerimonia si è conclusa con un appello all’unità contro la violenza di genere e la speranza che il dolore possa trasformarsi in un terreno fertile per la crescita di amore e pace. Mentre la famiglia di Giulia si congedava nel cimitero di Saonara, si apriva la strada per un cambiamento culturale e un impegno collettivo contro la violenza che continua a segnare la società.

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