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Regione Veneto e turismo: il 2023 segna nuovi record

Tutta la soddisfazione del presidente di Regione Veneto Luca Zaia

Il 2023 si prospetta come un anno di record per il turismo in Veneto, con oltre 17,4 milioni di arrivi (+3,6%) e 63,9 milioni di presenze (+0,4%) nei primi nove mesi dell’anno. Questi dati positivi sono stati annunciati dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante il seminario “Smart Tourism Destination” Co-Creating, organizzato in collaborazione con Unioncamere del Veneto, Veneto Innovazione e ENAIP Veneto a Padova. L’Ufficio Statistica della Regione del Veneto ha elaborato i numeri su dati provvisori ISTAT.

Questi risultati eccezionali dimostrano che il turismo è un’industria trainante per la regione, in grado di reagire in modo resiliente alle sfide, anche quando il maltempo sembrava minacciare la stagione. Il presidente Zaia ha sottolineato l’importanza dell’impegno degli operatori turistici e il supporto delle istituzioni nella promozione della regione come destinazione turistica di eccellenza.

Il Veneto sta assistendo a una crescita turistica in quasi tutte le destinazioni, grazie a nuovi fenomeni che stanno diversificando l’offerta. Le Colline del Prosecco, le attività culturali e letterarie in località meno conosciute, gli eventi enologici e gastronomici, le attività sportive all’aperto e il turismo esperienziale nelle città d’arte stanno attirando sempre più visitatori. Questi fattori positivi fanno ben sperare per la stagione invernale che si sta avvicinando.

L’assessore regionale al turismo, Federico Caner, ha sottolineato che i dati dei primi nove mesi del 2023 indicano una ripresa incoraggiante per il turismo veneto e per la stagione invernale in arrivo. Molte persone hanno scelto di fare le ferie a settembre, approfittando del buon clima e dei prezzi più contenuti rispetto a luglio e agosto. Tuttavia, la capacità di spesa degli italiani ha influenzato soggiorni più brevi.

Il dato più interessante riguarda la provenienza dei turisti, con il 66% dei visitatori provenienti dall’estero. Anche se ci sono più italiani in visita rispetto al 2022 e al 2019 (+4,6%), la loro permanenza è più breve (-5,1%) a causa di una minore capacità di spesa. Gli stranieri, d’altra parte, hanno registrato un aumento sia negli arrivi (+3,1%) che nei pernottamenti (+2,9%) rispetto allo stesso periodo pre-covid. Questo suggerisce una permanenza media più lunga per gli stranieri, in contrasto con i turisti italiani.

Le destinazioni come Dolomiti, Garda, Chioggia, Cavallino-Treporti e Caorle stanno vedendo un aumento significativo delle presenze. I turisti tedeschi, austriaci, olandesi e americani stanno tornando in maggior numero rispetto al periodo pre-pandemico, dimostrando l’attrattività continuativa della regione. Tuttavia, alcune nazionalità come gli inglesi, gli asiatici e i russi sono ancora in calo a causa degli eventi internazionali. Un’area che sta crescendo in modo significativo è l’area Unesco del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che ha visto un aumento delle presenze grazie al ritorno degli italiani e all’attrazione crescente dei clienti stranieri.

In conclusione, il Veneto sta vivendo un periodo d’oro nel settore turistico, con il 2023 che si preannuncia come un anno da record. La regione sta attirando visitatori da tutto il mondo grazie alla sua diversificata offerta turistica e alla sua capacità di adattarsi alle sfide. Con l’attenzione costante alla qualità dell’offerta, il Veneto continua a essere una destinazione di punta per i viaggiatori nazionali e internazionali.

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