Condannata Edlaine Ferreira a 24 anni per l’omicidio di Bussolengo

Il tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche. Il pm aveva chiesto il carcere a vita, ma le circostanze attenuanti sono state considerate equivalenti alle aggravanti

La Corte d’Assise di Verona ha condannato Edlaine Ferreira a 24 anni di reclusione per l’omicidio del marito Francesco Vetrioli. Il pubblico ministero Carlo Boranga aveva richiesto l’ergastolo, riconoscendo la premeditazione e altre aggravanti, ma la Corte ha deciso di considerare le attenuanti equivalenti.

La confessione di Edlaine

L’imputata, che si è costituita spontaneamente e ha collaborato con le autorità, è stata difesa dagli avvocati Maurizio e Filippo Milan. Fin dall’inizio, Edlaine ha ammesso la propria responsabilità, facilitando le indagini e partecipando agli interrogatori senza sottrarsi. In una lettera depositata in tribunale, ha espresso il suo rammarico per non aver avuto la forza di perdonare il marito, il cui comportamento ossessivo è stato un fattore determinante.

Il crimine e il contesto

Il delitto risale alla notte del 20 luglio di due anni fa, nell’appartamento della coppia a Bussolengo. Edlaine ha colpito il marito con un martello e poi con un coltello, infliggendogli in totale 30 colpi. Dopo l’omicidio, ha trascorso ore accanto al corpo per assicurarsi che non si rialzasse, prima di presentarsi spontaneamente in caserma.

La richiesta di ergastolo della parte civile

Denis De Marchi, avvocato di parte civile rappresentante i familiari della vittima, ha richiesto l’ergastolo e un risarcimento milionario per la famiglia. Ha descritto un ambiente degradato, in cui Edlaine si prostituiva per mantenersi e dove ha conosciuto la vittima. La difesa ha sottolineato il comportamento borderline dell’imputata, basandosi su chat e video presentati in tribunale.

La perizia psichiatrica

La difesa ha chiesto una nuova perizia psichiatrica, sostenendo che Edlaine fosse mentalmente disturbata al momento del crimine. Nonostante una precedente valutazione l’avesse ritenuta capace di intendere e di volere, la difesa intende riproporre la richiesta in Appello, presentando un ricorso dopo la lettura delle motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro 90 giorni.

Redazione

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