La frazione di Sandrà a Castelnuovo del Garda, recentemente rimasta senza medico di base dopo il pensionamento del dottor Antonio Panzino, vede una luce di speranza con l’arrivo di un nuovo medico di medicina generale. Tuttavia, la situazione sanitaria nell’area occidentale della provincia di Verona rimane complessa. Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico, ha infatti sottolineato che l’apertura dell’ambulatorio a Sandrà è solo un piccolo passo verso la risoluzione di un problema molto più ampio.
L’Ulss 9 Scaligera ha segnalato che nel 2023 sono stati richiesti 25 posti per medici nell’ambito territoriale 2 del Distretto 4 Ovest Veronese, ma solo 8 medici hanno accettato l’incarico. Quattro di questi hanno iniziato a lavorare nei comuni di Bardolino, Sona e Sommacampagna, mentre gli altri quattro inizieranno il loro servizio a Garda, Bussolengo, Malcesine e Sommacampagna. Questo ha lasciato scoperti molti altri comuni, aggravando una situazione già critica.
Le soluzioni proposte e le sfide future
Per il 2024, la richiesta è aumentata a 28 posti nello stesso ambito territoriale, nonostante l’aumento del numero massimo di assistiti per medico da 1.500 a 1.800, secondo le disposizioni regionali. La consigliera Bigon ha evidenziato che, per garantire la stabilità, la prospettiva e la qualità della vita lavorativa ai medici in servizio, sono stati promessi dalla giunta regionale indennità e compensi aggiuntivi per i medici con carico di lavoro aumentato, oltre all’attivazione di ulteriori medicine di gruppo e l’incremento delle ore settimanali per garantire la copertura dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).
La consigliera Bigon ha dichiarato: “Serve garantire stabilità, prospettiva e qualità della vita lavorativa ai medici in servizio. Dalla giunta regionale è arrivato l’impegno a riconoscere indennità e compensi aggiuntivi per i medici con carico di lavoro aumentato, ad attivare ulteriori medicine di gruppo, ad incrementare le ore settimanali per garantire la copertura dei Lea e ad affidare incarichi temporanei di assistenza primaria con compensi aggiuntivi. Vigileremo su tutti questi impegni.”
L’impegno della regione
L’amministrazione regionale ha promesso di monitorare attentamente l’implementazione di queste misure, ma la vera sfida risiede nel rendere queste soluzioni efficaci e sostenibili nel lungo termine. L’attenzione sarà posta non solo sulla copertura dei posti vacanti, ma anche sulla creazione di un ambiente lavorativo che renda il lavoro dei medici attrattivo e gratificante, al fine di evitare ulteriori carenze in futuro.
La frazione di Sandrà rappresenta solo uno dei tanti tasselli di un mosaico più grande e complicato. La riapertura dell’ambulatorio è un passo positivo, ma per risolvere il problema della carenza di medici nell’Ovest Veronese sarà necessario un impegno costante e mirato da parte delle autorità sanitarie e regionali.
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