Verona si conferma al vertice nazionale nell’export del vino, consolidando il proprio ruolo di riferimento nel panorama enologico italiano. Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio su base Istat, nel 2025 la provincia ha raggiunto quota 1,2 miliardi di euro nelle esportazioni di bevande, costituite per oltre il 90% da prodotti vitivinicoli. Un risultato che consente al territorio scaligero di mantenere il primato davanti a Treviso e Cuneo, entrambe ferme poco sopra il miliardo.
Il comparto rappresenta una componente chiave dell’economia locale: incide per il 7,9% sul totale delle esportazioni provinciali e supera il 10% del peso sull’export nazionale del settore. Nonostante questi numeri, si registra una lieve flessione rispetto all’anno precedente, con un calo dello 0,9%, attribuito in gran parte alla contrazione delle vendite verso gli Stati Uniti.
A influire negativamente è stato il contesto commerciale internazionale, in particolare l’impatto dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump, che hanno penalizzato uno dei mercati storicamente più rilevanti per il vino veronese. Questo ha determinato una riduzione significativa delle spedizioni oltreoceano, modificando gli equilibri tra i principali partner commerciali.
Nonostante le difficoltà con gli Usa, il trend di lungo periodo resta positivo. Dal 2018 il valore dell’export si mantiene stabilmente sopra la soglia del miliardo di euro, segno di una struttura produttiva solida e competitiva sui mercati globali. Tuttavia, l’attuale scenario evidenzia la necessità di adattamento e diversificazione.
Sul fronte delle destinazioni, la Germania si conferma il principale mercato di riferimento. Con una quota del 18,4% e un valore di 222,8 milioni di euro, il Paese resta in testa pur registrando una lieve flessione. Al secondo posto emerge il Regno Unito, che cresce fino a 167 milioni di euro, mentre gli Stati Uniti scendono in terza posizione con 119,6 milioni, segnando un calo a doppia cifra.
Completano la classifica dei primi cinque mercati Canada e Svizzera, con andamenti differenti: il primo in crescita e il secondo in contrazione. Parallelamente, si osservano segnali positivi in altre aree, con incrementi significativi in Russia, Polonia e Paesi Bassi, che indicano nuove opportunità di espansione per le aziende veronesi.
Secondo il presidente della Camera di Commercio, Paolo Arena, il vino rappresenta un pilastro strategico per l’economia del territorio e un elemento distintivo della competitività internazionale locale. Tuttavia, le criticità legate ai dazi e alle tensioni commerciali impongono una riflessione sulle strategie future.
Tra le possibili soluzioni emerge la necessità di ampliare i mercati di sbocco, puntando su aree con elevato potenziale di crescita. In questo contesto, accordi commerciali internazionali, come quello tra Unione Europea e India, possono offrire nuove prospettive di sviluppo. Allo stesso tempo, viene evidenziato il ruolo dell’enoturismo come leva complementare per sostenere il settore.
Il quadro complessivo conferma quindi la leadership di Verona nel comparto vitivinicolo, ma mette in luce anche le sfide legate a uno scenario globale in evoluzione. La capacità di diversificare e innovare sarà determinante per mantenere il primato nei prossimi anni, garantendo stabilità e crescita all’intera filiera.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.