Rete Dafne Verona: rafforzata la collaborazione con le Forze dall’Ordine

Presentate le attività del servizio gratuito per le vittime di reato: modello innovativo e supporto immediato sul territorio

Si consolida a Verona il sistema di assistenza alle vittime di reato grazie al rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine. Le attività di Rete Dafne Verona sono state presentate alla presenza di carabinieri, polizia di Stato, polizia locale e Guardia di finanza, in un incontro volto a migliorare la presa in carico delle persone che hanno subito un reato.

Attivo dal 2021, il servizio rappresenta un punto di riferimento per chi si trova ad affrontare le conseguenze, spesso complesse, di un episodio criminoso. L’obiettivo è garantire un supporto immediato, qualificato e accessibile, grazie a una rete strutturata che coinvolge enti pubblici e realtà del territorio.

Al centro dell’iniziativa vi è un principio chiaro: nessuna vittima deve essere lasciata sola. Questo approccio è stato ribadito anche dalle istituzioni locali, che sottolineano come la sinergia tra forze dell’ordine e servizi di assistenza rappresenti una risposta concreta ed efficace nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Un passo significativo in questa direzione è stato compiuto con il Protocollo d’Intesa siglato il 18 marzo 2026 tra la Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato e Rete Dafne Italia. Verona è stata scelta, insieme a Bologna e Mantova, come città pilota per la sperimentazione del progetto. Il protocollo introduce un modello innovativo che consente un collegamento diretto tra vittima e servizio di supporto già al momento della denuncia, previo consenso della persona interessata.

Questo sistema, definito “punto a punto”, permette di attivare immediatamente l’assistenza, evitando che la vittima resti senza orientamento nelle fasi successive al contatto con le autorità. Si tratta di un cambiamento significativo nel modo di gestire il supporto post-reato, che punta a ridurre il rischio di isolamento e disinformazione.

Il modello trae origine dal progetto europeo Invictus, che coinvolge sette Paesi e mira a migliorare l’accesso ai servizi per le vittime e a rafforzare il coordinamento tra le istituzioni. In questo contesto, Verona si colloca tra le realtà più avanzate in Italia nell’applicazione di strategie integrate di assistenza.

Rete Dafne Verona si distingue per la sua natura gratuita, riservata e inclusiva. Il servizio è rivolto a tutte le vittime, senza distinzione di età, genere o nazionalità. La gestione operativa è affidata all’associazione Asav, che coordina un’équipe composta da 25 professionisti e volontari, tra cui psicologi, avvocati, mediatori penali e operatori specializzati.

Subire un reato comporta conseguenze che vanno ben oltre il danno materiale. Le vittime possono affrontare traumi emotivi, difficoltà nel comprendere i propri diritti e ostacoli nell’accesso ai servizi. Uno dei rischi principali è la cosiddetta “vittimizzazione secondaria”, ovvero un ulteriore disagio causato da risposte istituzionali inadeguate o frammentate.

Per rispondere a queste criticità, Rete Dafne offre un’ampia gamma di servizi. Tra questi, i colloqui di accoglienza permettono di individuare i bisogni della persona e orientarla nel percorso di supporto. La consulenza legale gratuita consente di chiarire diritti e opportunità, sia in ambito penale che civile, mentre il sostegno psicologico aiuta a rielaborare il trauma.

Sono inoltre disponibili servizi di consulenza medico-psichiatrica per i casi più complessi e un accompagnamento verso le strutture presenti sul territorio, garantendo una risposta integrata. Tutte le prestazioni sono erogate nel rispetto della privacy e senza alcun costo per l’utente.

Il servizio è accessibile presso la sede del Comune di Verona in piazza Madonna di Campagna 1/A, con contatti telefonici dedicati e un indirizzo email ufficiale. La facilità di accesso rappresenta un elemento fondamentale per intercettare tempestivamente i bisogni delle vittime.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Direttiva europea 2012/29/UE, che sancisce il diritto delle vittime a ricevere informazione, supporto e protezione. In questo senso, Rete Dafne Verona si propone di colmare le lacune esistenti, costruendo un sistema più equo e coordinato.

Redazione

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