Alluvioni, frane, valanghe ed eventi meteorologici estremi rappresentano una sfida crescente per il Veneto. Per aiutare la popolazione a riconoscere i pericoli e adottare comportamenti corretti, Legambiente Veneto, con il contributo della Protezione civile regionale, ha realizzato la guida “Vivere in sicurezza – Conoscere, prevenire e difendersi dai rischi idraulico e idrogeologico in Veneto”.
Il documento è stato presentato a Palazzo Balbi, alla presenza di Elisa Venturini, assessora regionale all’Ambiente, clima, parchi e protezione civile. L’obiettivo è rendere più accessibili le informazioni sui rischi del territorio e fornire strumenti concreti per affrontare le situazioni di emergenza.
La pubblicazione nasce dalla necessità di avvicinare le indicazioni delle istituzioni alla vita quotidiana dei cittadini, spiegando quali comportamenti adottare prima, durante e dopo un evento pericoloso.
Oltre 574mila persone esposte al rischio idrogeologico
I dati disponibili restituiscono un quadro significativo della vulnerabilità del territorio regionale. Secondo le informazioni dell’Ispra, consultabili attraverso il portale IdroGEO, in Veneto sono oltre 574mila le persone esposte al rischio di frane e, soprattutto, di alluvioni.
Il fenomeno interessa una parte consistente del patrimonio abitativo, produttivo e culturale. Le stime riportate indicano circa 240mila famiglie coinvolte, 138mila edifici, oltre 54mila imprese e 5.634 beni culturali esposti ai rischi legati al dissesto idrogeologico.
A questo quadro si aggiunge il consumo di suolo. Secondo i dati Arpav citati nella presentazione, il Veneto si colloca al secondo posto in Italia per tasso di consumo permanente del territorio, un elemento che contribuisce a rendere centrale il tema della gestione sostenibile del suolo e della prevenzione.
Negli ultimi anni la regione è stata interessata da numerosi fenomeni estremi: dall’alluvione del 2010 al tornado che ha colpito la Riviera del Brenta nel 2015, passando per la tempesta Vaia del 2018 e l’acqua alta eccezionale a Venezia nel 2019. A questi si sono aggiunte le crisi idriche e le mareggiate.
La prevenzione e la conoscenza dei rischi diventano quindi strumenti essenziali per limitare le conseguenze degli eventi climatici, insieme agli interventi strutturali di difesa del territorio.
Come comportarsi in caso di alluvione, frana o valanga
Una parte centrale del vademecum è dedicata alle indicazioni operative per affrontare i tre principali rischi considerati: alluvioni, frane e valanghe.
La guida illustra le precauzioni da adottare nelle diverse fasi dell’emergenza, con istruzioni pensate per essere comprese e applicate anche da chi non possiede conoscenze tecniche specifiche.
In caso di allagamento, per esempio, viene raccomandato di non scendere in cantine, garage o locali interrati, dove l’acqua può accumularsi rapidamente e trasformare una situazione pericolosa in una trappola. Per quanto riguarda le frane, il documento spiega l’importanza di allontanarsi dalla traiettoria del movimento del terreno, quando è possibile farlo in sicurezza.
La sezione sulle valanghe comprende invece indicazioni rivolte anche a chi pratica attività in montagna fuori dalle piste controllate, con informazioni sull’attrezzatura necessaria e sulla preparazione da effettuare prima delle escursioni.
Il manuale offre inoltre consigli generali per prepararsi alle emergenze domestiche e personali. L’intento è fare in modo che i cittadini conoscano in anticipo i comportamenti più appropriati, evitando decisioni improvvisate nei momenti di maggiore criticità.
Le zone di allerta e il funzionamento della Protezione civile
La pubblicazione spiega anche come viene organizzato il sistema regionale di monitoraggio e allertamento. Il Veneto è suddiviso in 25 zone di allerta, raggruppate in otto macrozone, utilizzate per valutare e comunicare le condizioni di rischio.
Il vademecum illustra i diversi livelli di allerta, identificati dai colori giallo, arancione e rosso, e descrive il funzionamento della Protezione civile, dalla dimensione comunale fino al Centro funzionale decentrato di Marghera, operativo 24 ore su 24.
Conoscere il significato delle allerte permette di interpretare correttamente le comunicazioni ufficiali e di adeguare i propri comportamenti alle condizioni previste.
La guida punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini e strutture di emergenza, perché la gestione dei fenomeni estremi non dipende soltanto dall’intervento delle autorità, ma anche dalla capacità della popolazione di seguire le indicazioni e riconoscere le situazioni di pericolo.
In Veneto 201 eventi estremi tra il 2010 e il 2025
La necessità di migliorare l’informazione pubblica emerge anche dai dati dell’Osservatorio Città clima di Legambiente. Tra il 2010 e il 2025, in Veneto sono stati registrati 201 eventi climatici estremi, dei quali 177 a partire dal 2015.
Il numero più elevato è stato raggiunto nel 2024, con 40 eventi, seguito dai 33 registrati nel 2025. I dati comprendono fenomeni che hanno interessato il territorio regionale e che hanno contribuito a riportare al centro del dibattito la capacità di prevenzione e adattamento delle comunità.
Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, ha sottolineato che adattarsi ai cambiamenti climatici non significa arrendersi, ma riconoscere una realtà in evoluzione e affrontarla con responsabilità. Secondo Lazzaro, la guida mira anche a promuovere una comunità più consapevole, capace di contribuire alla gestione delle emergenze e di sostenere il lavoro della Protezione civile.
Sulla stessa linea Elisa Venturini, che ha evidenziato come la sicurezza del territorio richieda prevenzione, programmazione degli interventi e una cultura diffusa della gestione del rischio. Le opere di difesa del suolo restano fondamentali, ma devono essere accompagnate da cittadini informati e preparati.
Le proposte per rendere il territorio più resiliente
Il documento non si limita a spiegare come comportarsi durante un’emergenza, ma presenta anche dieci proposte di Legambiente per migliorare l’adattamento climatico e la gestione del territorio.
Tra le priorità figurano la restituzione di spazi ai fiumi, la riduzione del consumo di suolo, il contrasto all’erosione costiera attraverso soluzioni basate sulla natura e la realizzazione di piani urbani di adattamento ai cambiamenti climatici.
La guida raccoglie inoltre informazioni utili per seguire gli aggiornamenti e ricevere comunicazioni ufficiali. Tra gli strumenti indicati ci sono il sito del Centro funzionale decentrato, l’app ARPAV Meteo, i bot Telegram, il sistema IT-Alert e il servizio Comune allerta.
Per le emergenze e le richieste di assistenza è riportato anche il numero verde della Protezione civile del Veneto: 800 990 009.
Dove scaricare gratuitamente la guida
Il vademecum “Vivere in sicurezza” è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale di Legambiente Veneto e attraverso i portali dei circoli regionali dell’associazione.
Per diffondere le informazioni anche attraverso incontri diretti, Legambiente ha annunciato una serie di appuntamenti informativi sul territorio. Il primo incontro è previsto a Rosolina, in provincia di Rovigo, il 28 ottobre.
L’iniziativa punta a raggiungere cittadini e comunità locali, affinché le indicazioni contenute nella pubblicazione possano trasformarsi in comportamenti concreti. Conoscere i rischi, sapere dove informarsi e prepararsi in anticipo sono passaggi fondamentali per affrontare con maggiore consapevolezza le emergenze climatiche che interessano il Veneto.
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