Il Parco naturale regionale della Lessinia si prepara ad affrontare una nuova fase amministrativa, con l’obiettivo di coniugare la salvaguardia del patrimonio naturalistico e le esigenze economiche delle comunità montane. Il presidente Stefano Marcolini ha definito le prime linee di intervento della nuova gestione, individuando nella pianificazione ambientale, nel turismo sostenibile e nella valorizzazione delle attività tradizionali alcuni dei principali ambiti di lavoro.
La nuova organizzazione punta a rafforzare il ruolo dell’ente nella gestione del territorio, coinvolgendo i quindici Comuni del Parco e le diverse realtà che operano nell’area protetta. Particolare attenzione sarà riservata agli allevatori, alle attività agricole e alla conservazione dei pascoli, considerati elementi fondamentali per il mantenimento del paesaggio della Lessinia.
Piano ambientale e sviluppo turistico: le sfide della nuova amministrazione
Uno dei primi impegni della presidenza Marcolini riguarderà la revisione del Piano ambientale del Parco, uno strumento di programmazione che dovrà confrontarsi con le trasformazioni intervenute negli ultimi decenni.
A trentasei anni dalla nascita dell’area protetta, il territorio presenta infatti esigenze differenti rispetto al passato. I cambiamenti climatici, l’evoluzione delle attività economiche e le nuove dinamiche sociali rendono necessario un aggiornamento delle strategie di tutela e gestione.
L’indirizzo della nuova amministrazione sarà quello di mantenere le garanzie di protezione ambientale, favorendo contemporaneamente opportunità di sviluppo compatibili con le caratteristiche della montagna.
Tra i settori sui quali si concentrerà l’attenzione figurano il turismo, il recupero del patrimonio esistente e l’accesso ai finanziamenti europei. Risorse e strumenti che potranno contribuire a sostenere le iniziative locali e le attività economiche già presenti sul territorio.
Un ruolo centrale sarà riconosciuto al mondo dell’allevamento. La presenza degli operatori agricoli e zootecnici rappresenta infatti un presidio importante per la manutenzione dei prati e dei pascoli, oltre che per la conservazione dell’identità paesaggistica della Lessinia.
L’obiettivo dichiarato è rendere il Parco un’opportunità concreta per chi vive e lavora in montagna, evitando che la tutela ambientale venga considerata separatamente dalle necessità delle comunità locali.
Il nuovo Consiglio direttivo e la distribuzione delle competenze
La struttura amministrativa del Parco ha raggiunto la piena operatività dopo il completamento delle procedure di nomina.
Il Consiglio direttivo, nominato il 15 settembre 2026, è entrato formalmente in carica il 12 ottobre. Durante la riunione del 21 ottobre sono state approvate all’unanimità le deleghe proposte dal presidente, mentre Massimo Sauro è stato designato vicepresidente.
Stefano Marcolini manterrà direttamente la supervisione delle questioni finanziarie, della comunicazione, degli affari generali, delle relazioni istituzionali e del patrimonio dell’ente.
Al vicepresidente Sauro, già alla guida del Parco in passato e indicato dalla giunta regionale, spetteranno invece le competenze relative a ambiente, ecologia, turismo, sostenibilità, gestione della fauna, demanio e manifestazioni.
La gestione delle attività agricole e delle risorse forestali sarà affidata a Loris Lavarini, rappresentante della Comunità del Parco. Tra le sue responsabilità rientreranno anche le malghe, l’artigianato e i rapporti con la Consulta del Parco.
Il sindaco di Erbezzo, Alessio Leso, seguirà il personale, la pianificazione ambientale, le attività culturali, il sistema museale e le pari opportunità.
A Daniele Zivelonghi, sindaco di Fumane, saranno assegnate le competenze in materia di infrastrutture, lavori pubblici, bandi, regolamenti, contratti e convenzioni, oltre al coordinamento dei rapporti con la Comunità del Parco.
Questa suddivisione consentirà ai cinque componenti del direttivo di seguire specifici settori amministrativi e operativi.
Nove professionisti per il Comitato tecnico scientifico
Accanto al nuovo Consiglio direttivo opererà un Comitato tecnico scientifico composto da nove specialisti, individuati attraverso una procedura di selezione che ha registrato quaranta candidature.
L’organismo riunirà professionalità provenienti da differenti discipline, con l’obiettivo di assicurare un supporto qualificato alle decisioni riguardanti il territorio protetto.
Per la pianificazione paesaggistica è stata scelta l’architetta Emanuela Volta, mentre gli approfondimenti storici ed etnografici saranno affidati a Ezio Bonomi. Le competenze geologiche saranno rappresentate da Guido Roghi.
Il settore agronomico e forestale vedrà la partecipazione di Giuliano Lazzarin. Alla conservazione e alla valorizzazione delle risorse naturali contribuiranno Gianfranco Caoduro e Lucio Luchesa, con quest’ultimo impegnato anche nelle questioni zoologiche.
Completano il gruppo Giacomo Angelini, per gli aspetti economici, Giampaolo Fusato, per le scienze ambientali, e l’avvocato Gianfranco Spiazzi, per le materie giuridiche.
La composizione risponde alle aree professionali individuate dalla normativa regionale e permetterà di affrontare le questioni del Parco attraverso un approccio multidisciplinare.
Il ruolo degli esperti nelle decisioni del Parco
Il Comitato tecnico scientifico svolgerà una funzione consultiva secondo quanto stabilito dall’articolo 9 della legge regionale 23 del 2018.
Il suo contributo sarà richiesto su provvedimenti di particolare rilevanza, tra cui il Piano ambientale, i regolamenti e gli atti di bilancio. Per esprimere le proprie valutazioni, l’organismo avrà generalmente trenta giorni dalla richiesta del parere.
Gli esperti potranno inoltre essere consultati dagli organi amministrativi o dal direttore del Parco per approfondire questioni riguardanti la biodiversità, il patrimonio naturalistico e la valorizzazione delle risorse ambientali.
Le riunioni saranno presiedute dal presidente dell’ente oppure da un suo delegato, con la partecipazione di diritto del direttore.
Prima dell’effettivo insediamento, ciascun componente dovrà accettare formalmente l’incarico e attestare l’assenza di incompatibilità, conflitti di interesse o altre condizioni che impediscano il conferimento della funzione. Per i professionisti appartenenti alla pubblica amministrazione sarà richiesta anche l’autorizzazione dell’ente di provenienza.
Marcolini ha evidenziato il valore dell’ampia partecipazione alla selezione, interpretandola come un segnale di interesse del mondo professionale e scientifico nei confronti della Lessinia.
Le valutazioni del Comitato saranno considerate un riferimento importante per orientare le future decisioni amministrative, soprattutto nelle materie che richiedono competenze specialistiche.
Bilancio e collaborazione con i Comuni tra i primi impegni
Sul piano operativo, la nuova presidenza dovrà affrontare inizialmente due passaggi amministrativi: la variazione di bilancio e la predisposizione del bilancio di previsione.
Questi adempimenti accompagneranno l’avvio delle attività del direttivo e costituiranno la base per programmare gli interventi successivi.
Parallelamente, sarà avviato il lavoro sull’aggiornamento degli strumenti di pianificazione, attraverso il confronto con le amministrazioni comunali, gli organismi consultivi e i rappresentanti delle attività locali.
La collaborazione istituzionale rappresenterà un elemento fondamentale per affrontare questioni che coinvolgono contemporaneamente la conservazione dell’ambiente, la gestione delle infrastrutture e lo sviluppo economico.
Il nuovo corso del Parco naturale regionale della Lessinia si concentrerà quindi sulla ricerca di un equilibrio tra protezione del territorio e possibilità di crescita, con particolare attenzione alla permanenza delle attività produttive tradizionali e alla valorizzazione delle risorse montane.
La piena operatività degli organi amministrativi e scientifici consentirà ora all’ente di avviare il percorso di programmazione, coinvolgendo i Comuni e le comunità interessate dalle future scelte di gestione.
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