Verona, la Venere di Tiziano in mostra a Castelvecchio fino al 31 gennaio

Il capolavoro proveniente dal Museo del Prado di Madrid è protagonista dell'esposizione dedicata al Rinascimento musicale. Circa trenta opere, strumenti storici e concerti celebrano il centenario del Museo di Castelvecchio

presentazione mostra Venere di Tiziano

Un capolavoro di Tiziano, opere di Tintoretto e Marietta Robusti, strumenti musicali del Cinquecento e concerti dal vivo. Il Museo di Castelvecchio di Verona celebra il proprio centenario con una mostra che ricostruisce il rapporto tra pittura e musica nella cultura rinascimentale.

L’esposizione, intitolata La Venere di Tiziano e il Rinascimento musicale. Musica per gli occhi dal Museo del Prado alla città di Verona, è aperta al pubblico dal 31 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, negli spazi della Sala Boggian.

Al centro del percorso si trova la Venere con un cagnolino e un suonatore di organo di di Tiziano Vecellio, capolavoro proveniente eccezionalmente dal Museo del Prado di Madrid. Attorno al dipinto prende forma un percorso che attraversa il rapporto tra pittura e musica, il pensiero umanistico e la vita culturale della Verona del Cinquecento, quando la pratica musicale rappresentava un elemento centrale della formazione intellettuale e della socialità.

L’opera, databile intorno al 1550, viene presentata insieme a circa trenta testimonianze artistiche e musicali che raccontano il ruolo della musica nella Verona del XVI secolo.

Tiziano, Tintoretto e Marietta Robusti: i protagonisti

Il dipinto di Tiziano rappresenta la prima versione conosciuta del soggetto della Venere accompagnata da un musicista, successivamente ripreso dall’artista in altre varianti.

Una recente indagine radiografica ha rivelato che la composizione originale era diversa da quella oggi visibile: la figura femminile guardava direttamente il proprio amante, prima che il pittore modificasse la direzione dello sguardo e introducesse il cagnolino.

Accanto alla Venere sono esposte altre due opere particolarmente significative.

La prima è la Contesa tra le Muse e le Pieridi di Jacopo Tintoretto, realizzata intorno al 1545 e appartenente alle collezioni del Museo di Castelvecchio.

La seconda è l’Autoritratto con madrigale di Marietta Robusti, pittrice e musicista rinascimentale, figlia di Tintoretto, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi.

L’opera, considerata l’unico dipinto autografo noto dell’artista, viene presentata insieme allo spartito del madrigale Madonna per voi ardo di Philippe Verdelot.

Il confronto tra queste opere permette di approfondire anche il ruolo delle donne nella cultura artistica e musicale del Rinascimento.

Sei sezioni per scoprire la Verona musicale del Cinquecento

La mostra si sviluppa attraverso sei sezioni tematiche, dedicate alla vita culturale veronese e al legame tra arti figurative, musica e società.

Il percorso parte dalla Verona del primo Cinquecento, quando la pratica musicale era strettamente collegata alla formazione umanistica, alla vita religiosa e al mecenatismo delle famiglie nobili.

Tra le testimonianze esposte figurano opere attribuite a Francesco Bonsignori, un frammento di affresco di Nicolò Giolfino e miniature di Francesco e Girolamo Dai Libri.

Un’altra sezione esplora la musica nei contesti conviviali e all’aperto, attraverso dipinti come il Concerto di Giovanni Battista Zelotti e il Concerto a tavola di Ambrosius Benson e bottega.

Ampio spazio è riservato all’Accademia Filarmonica di Verona, fondata nel 1543, una delle istituzioni fondamentali per lo sviluppo della cultura musicale cittadina.

La storia del Rinascimento musicale prosegue con il ruolo di Palazzo Bevilacqua, importante centro di incontro per musicisti, letterati e artisti.

Tra i documenti presentati figurano il Primo libro de madrigali a cinque voci di Maddalena Casulana, pubblicato nel 1583, e il Giardino de madrigali del 1578, considerato la prima stampa musicale realizzata a Verona.

Strumenti originali, partiture e musica dal vivo

La musica non sarà soltanto raccontata attraverso i dipinti, ma accompagnerà direttamente l’esperienza dei visitatori.

L’allestimento comprende strumenti rinascimentali, tra cui cornetti e flauti, esposti in relazione agli strumenti raffigurati nelle opere pittoriche.

Sono presenti anche libri di madrigali, manoscritti e partiture originali provenienti da importanti raccolte storiche.

Grazie alla collaborazione con il Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, gli studenti del Dipartimento di Musica antica hanno realizzato contenuti audiovisivi e un programma di concerti con strumenti storici.

Gli studenti di Musica elettronica hanno invece sviluppato un intervento sonoro e didattico che accompagna il pubblico durante la visita.

Sono inoltre previsti appuntamenti musicali nella Sala Maffeiana e nella chiesa di San Domenico al Corso, con il coinvolgimento dell’Ensemble L’Isola di Cambridge e dell’Ensemble DeSidera.

Sala Boggian, torna visibile il fregio dedicato alla musica

L’ultima sezione è dedicata alla storia della stessa Sala Boggian, che ospita l’esposizione.

Tra il 1926 e il 1943 l’ambiente fu uno dei principali luoghi della vita musicale veronese, accogliendo oltre 250 concerti organizzati dalla Società Amici della Musica.

Dopo i bombardamenti del 1945, la sala venne ricostruita e successivamente decorata da Pino Casarini, autore di un fregio dedicato alla storia della musica, realizzato tra il 1947 e il 1948.

Il dipinto murale, oggi nascosto da un velario, viene restituito alla vista del pubblico attraverso una proiezione immersiva, sviluppata a partire da una nuova documentazione fotografica realizzata dallo studio ResMes di Giuseppe Marinelli.

Una mostra internazionale per i cento anni del museo

L’esposizione è curata da Francesca Rossi, Luca Fabbri e Michele Magnabosco e nasce dalla collaborazione tra il Museo di Castelvecchio e il Museo del Prado di Madrid.

Il progetto coinvolge inoltre l’Accademia Filarmonica di Verona, il Conservatorio Dall’Abaco e numerose istituzioni culturali.

La mostra è promossa dal Comune di Verona e dai Musei Civici, con il contributo dei partner scientifici e il sostegno di Fondazione Cariverona, The Amenc Family Initiative for Art ed EDHEC Business School. La coproduzione è affidata a Civita Mostre e Musei.

Per l’occasione è stato realizzato anche un catalogo pubblicato da Franco Cosimo Panini, curato da Francesca Rossi, Luca Fabbri, Michele Magnabosco e Fausta Piccoli.

Date e informazioni per visitare la mostra

La Venere di Tiziano e il Rinascimento musicale è visitabile presso il Museo di Castelvecchio, con accesso dall’ingresso ordinario del museo.

Le date dell’esposizione sono dal 31 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.

La visita può essere completata con il percorso permanente del museo, dove sono conservate ulteriori opere legate alla storia della musica, tra cui la Santa Cecilia del Maestro di Sant’Anastasia e le campane di età scaligera.

Per verificare orari, biglietti e appuntamenti musicali è possibile consultare il sito ufficiale del Museo di Castelvecchio.

L’esposizione rappresenta uno degli appuntamenti principali delle celebrazioni per il centenario di Castelvecchio, unendo capolavori internazionali, documenti storici e nuove esperienze di ascolto.

Redazione

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