Manca meno di un anno e mezzo alle elezioni comunali del 2027 a Verona, e le manovre politiche iniziano a prendere forma. Dopo la storica vittoria del centrosinistra nel 2022 con l’elezione di Damiano Tommasi, gli equilibri politici nella città scaligera sono destinati a essere nuovamente messi alla prova.
Il centrosinistra sembra puntare sulla continuità, mentre il centrodestra lavora per ricompattarsi, dopo anni di divisioni interne e sconfitte elettorali legate soprattutto alla spaccatura tra il fronte “tosiano” e le altre componenti della coalizione.
Il centrosinistra si affida alla “continuità Tommasi”
Per la coalizione progressista, il nome del candidato sembra già tracciato. Giacomo Piva, consigliere della lista Tommasi Sindaco, ha dichiarato durante un’intervista su Radio Adige TV: “Il nostro candidato è Tommasi” pur ammettendo che il sindaco uscente non ha ancora ufficializzato la sua ricandidatura.
“Bisogna leggere tra le righe del suo modo di comunicare – ha aggiunto Piva – ma sono certo che si ripresenterà. Il lavoro che stiamo facendo ha un respiro lungo, e credo che Tommasi sia la persona giusta per portarlo avanti anche nei prossimi cinque anni”.
L’attuale amministrazione sta infatti impostando una visione di città di lungo periodo, basata su rigenerazione urbana, inclusività e sostenibilità, temi cari al sindaco e al suo elettorato.
Centrodestra tra ricomposizione e attesa del “nome giusto”
Sul fronte opposto, il centrodestra ribadisce la volontà di correre unito, dopo le divisioni che nel 2022 avevano spalancato le porte alla vittoria del centrosinistra. Paolo Rossi, consigliere di Verona Domani, parla di “unità granitica” in vista delle amministrative 2027, nonostante le recenti crisi politiche in provincia – come a San Bonifacio e Colognola ai Colli – che hanno visto amministrazioni di centrodestra perdere la propria coesione.
“A Verona sapremo trovare un candidato che metta insieme tutte le anime della coalizione” ha detto Rossi, sottolineando che il programma si concentrerà su temi chiave come sicurezza, viabilità, pulizia e decoro urbano. Ma sul nome del futuro sfidante di Tommasi, per ora, nessun annuncio ufficiale: “Meglio che non lo scelga io” ha ironizzato Rossi, lasciando intendere che i colloqui interni sono ancora in corso.
Verso una sfida aperta, tra conferme e incognite
Il centrodestra veronese, che a Roma e Venezia governa in modo compatto con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, dovrà dimostrare di riuscire a replicare lo stesso schema anche in ambito scaligero, superando rivalità e personalismi. La chiave del successo sarà la capacità di esprimere un nome condiviso e credibile, in grado di recuperare consenso nei quartieri e nei ceti moderati.
Nel frattempo, il centrosinistra punta sulla stabilità e sulla riconferma dell’attuale sindaco, nella speranza che il “modello Tommasi” possa convincere anche gli elettori indecisi o delusi dal centrodestra.
I prossimi mesi saranno decisivi per definire ufficialmente i candidati e i programmi, ma la campagna elettorale è, di fatto, già cominciata.
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