Con l’arrivo delle prime nevicate e temperature rigide, le principali località alpine di Veneto, Trentino e Alto Adige danno il via alla stagione sciistica 2025, tra novità normative, rincari diffusi e ottimismo degli operatori del settore. L’innevamento naturale, unito a quello artificiale, ha permesso l’apertura anticipata di molte piste, mentre impianti e sci club sono già in piena attività.
A Madonna di Campiglio, una delle mete più amate, gli impianti hanno riacceso i motori in vista delle aperture previste a breve, con l’introduzione della nuova cabinovia Latemar che sostituisce, dopo 37 anni, la vecchia seggiovia a 4 posti. A Obereggen le piste saranno accessibili fin dal mattino e anche in notturna, mentre dal giorno successivo sarà possibile sciare fino a Pampeago.
Obblighi di legge e sanzioni più severe segnano questa stagione: il casco diventa obbligatorio per tutti, indipendentemente dall’età, così come la copertura assicurativa, prevista dal Decreto Sport. Le sanzioni possono arrivare fino a 150 euro, con l’allontanamento dalle piste in caso di infrazioni gravi, come velocità eccessiva, sorpassi pericolosi, attraversamenti inadeguati o discesa in stato di alterazione. È vietato anche sostare lungo i tracciati o scendere a piedi.
Nel frattempo, le tariffe crescono sensibilmente rispetto allo scorso anno. Una giornata tipo sulla neve – tra skipass, noleggio attrezzatura, pasti, parcheggio e spostamenti – può superare i 100 euro a persona, arrivando a oltre 300 euro per una famiglia di quattro. A Madonna di Campiglio lo skipass giornaliero è salito a 85 euro dagli 79 dell’anno precedente; a Obereggen si paga 71 euro, mentre a Folgaria il costo è di 59 euro. Tuttavia, sconti sono previsti per i tesserati Fisi e degli sci club, oppure acquistando i biglietti online, soluzione sempre più consigliata anche per evitare i limiti di accesso imposti nelle giornate festive.
Anche l’offerta ricettiva risente dell’aumento generale dei costi. Secondo Assoutenti, i prezzi di hotel e appartamenti sono cresciuti in media del 18%. Le cause principali sono legate ai rincari energetici e alla preparazione in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Marco Battisti, consigliere Unat (Unione albergatori del Trentino), conferma che il soggiorno medio è ormai sceso a tre notti, superando il concetto tradizionale di “settimana bianca”.
Gli sci club si organizzano per contenere i costi, grazie anche all’aiuto degli sponsor. Il club Edelweiss, ad esempio, ha già prenotato le prime uscite verso Folgaria, portando due pullman pieni di giovani sciatori a ogni appuntamento. Il pacchetto di 4 uscite costa 450 euro e include trasporto, pranzo, lezione e assicurazione. Lo Ski Villafranca propone 5 uscite a 430 euro.
Anche la Lessinia si prepara all’apertura della stagione, con le piste da fondo di San Giorgio e Conca dei Parpari già imbiancate. Lo sci di fondo resta un’alternativa più economica, con accesso a 10 euro la domenica e noleggio attrezzature a prezzi contenuti. I ragazzi sotto i 14 anni non pagano. Secondo Gianni Segala dello Sci Club Roverè, le condizioni potrebbero consentire l’apertura ufficiale già da dicembre.
Infine, a Madonna di Campiglio, l’atleta olimpica Lucrezia Fantelli accoglie i giovani sciatori, offrendo supporto e insegnamenti tecnici per migliorare la pratica sportiva. Le mete preferite dai veronesi restano San Valentino, Folgaria, Plan de Corones e le piste del Latemar, considerate vere e proprie palestre d’allenamento.
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