L’ondata di aggressioni verbali e comportamenti intimidatori che ha investito negli ultimi mesi gli sportelli del Cup e il Contact center dell’Ulss 9 Scaligera e dell’Aoui di Verona sta alimentando un conflitto sempre più acceso tra lavoratori, sindacati e committenze. A innescare la tensione – denunciano le organizzazioni dei dipendenti – sarebbe la progressiva riduzione delle ore contrattuali imposta al personale in appalto, un processo iniziato a marzo e ulteriormente aggravato in autunno.
Il comunicato diffuso da Filcams Cgil Verona e Fisascat Cisl Verona il 18 novembre 2025 evidenzia come la combinazione di un primo taglio del 10% e di un successivo ridimensionamento del 14%, operativo da novembre, stia alimentando un clima di frustrazione tra gli utenti e mettendo sotto pressione gli operatori. Secondo i sindacati, la limitazione dei turni avrebbe ridotto la disponibilità del personale negli orari più critici, producendo attese più lunghe e un contesto quotidiano sempre più difficile da gestire.
In tale scenario, gli episodi di tensione non avrebbero tardato a manifestarsi. Le sigle sindacali riportano che giovedì 13 novembre si sarebbero verificati due momenti particolarmente critici: un utente avrebbe colpito con forza il vetro dello sportello dopo la chiusura, mentre la stessa operatrice coinvolta avrebbe riferito di essere stata seguita fino alla propria auto al termine del turno. Situazioni analoghe erano state segnalate anche nei mesi precedenti, sia al Distretto di via Poloni sia all’ospedale di Legnago. Una circostanza ritenuta dagli operatori ormai insostenibile, con episodi di insulti e offese che, secondo le testimonianze riportate, sarebbero divenuti quasi quotidiani.
La tensione porta Filcams e Fisascat a chiedere l’intervento del Consorzio Leonardo, gestore dell’appalto, e delle committenze sanitarie Ulss 9 e Aoui, sollecitando l’adozione di misure più incisive per garantire tutela, sicurezza e dignità alle circa 300 persone impiegate nel servizio. A loro avviso, l’impegno annunciato dall’Ulss nel monitoraggio degli episodi non affronta il nodo centrale: la riduzione delle ore di lavoro, che starebbe mettendo in difficoltà sia i servizi al pubblico sia la stessa sostenibilità economica dei dipendenti, già in regime di part-time.
Il quadro, secondo i sindacati, rischia inoltre di peggiorare con il nuovo appalto, per il quale sarebbero previste ulteriori riduzioni rispetto a quelle in vigore. Le organizzazioni attendono un confronto formale e dichiarano la disponibilità a iniziative più incisive qualora non arrivassero risposte.
Sul fronte opposto, l’Aoui respinge le accuse, affermando che nessun taglio di orario sarebbe stato disposto e che gli sportelli continuerebbero a operare nelle fasce consuete: dalle 8 alle 18 nei presidi di Borgo Trento e Borgo Roma, mentre il servizio telefonico sarebbe garantito anche il sabato mattina. L’azienda precisa inoltre che non vi sarebbe stata alcuna riduzione delle ore del personale assegnato al Consorzio Leonardo e attribuisce gli episodi di tensione a «picchi di utenza non prevedibili», ricordando la disponibilità di alternative come casse automatiche e servizi online.
Anche l’Ulss 9 Scaligera smentisce l’ipotesi di una contrazione delle aperture e afferma di aver potenziato gli sportelli, introducendo l’orario continuato in alcune sedi. L’azienda nega inoltre che il 13 novembre vi siano stati episodi di aggressione e rassicura sul fatto che ogni segnalazione viene gestita tempestivamente dai responsabili di struttura.
Nel confronto fra versioni contrastanti rimane centrale la richiesta dei lavoratori: garantire condizioni di lavoro sostenibili e un servizio capace di rispondere alle esigenze dell’utenza senza esporre il personale a rischi o pressioni crescenti.
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