Verona, stop alla crescita incontrollata degli affitti brevi nel centro storico

Approvata dal Consiglio comunale la delibera che avvia il riordino delle locazioni turistiche nella zona Unesco

Il Consiglio comunale di Verona ha approvato, nella seduta del 25 settembre 2025, la delibera n. 59/2025, che dà il via a un processo di riordino delle locazioni turistiche nel centro storico, in particolare all’interno dell’area riconosciuta come patrimonio mondiale Unesco. Il provvedimento ha ottenuto 22 voti favorevoli e un astenuto, segnando l’inizio di un percorso volto a disciplinare le destinazioni d’uso degli immobili per riequilibrare turismo e residenzialità.

Una crescita esplosiva in dieci anni

Secondo i dati illustrati in aula, le locazioni turistiche a Verona sono passate da circa 30 nel 2012 a oltre 3.000 nel 2024, di cui più di 2.000 concentrate nel centro storico. Questa rapida espansione ha generato impatti significativi sulla qualità della vita urbana, spingendo l’amministrazione comunale a intervenire. L’obiettivo è duplice: tutelare le attività già in essere e regolari e limitare le nuove aperture, incentivando una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici in altri quartieri della città.

Tommasi: «Tra overtourism e desertificazione residenziale»

«Questo fenomeno impone una riflessione», ha dichiarato il sindaco Damiano Tommasi. «Da un lato c’è il rischio di overtourism, dall’altro quello della desertificazione residenziale. Due dinamiche che minacciano la vivibilità dei centri storici e che dobbiamo affrontare con responsabilità. La tutela del sito Unesco non è solo una scelta politica, ma un obbligo collettivo». Tommasi ha precisato che la delibera rappresenta una presa d’atto preliminare, in attesa che la successiva variante al Piano degli Interventi renda effettive le misure di regolazione.

Il dibattito politico: tra consensi, dubbi e priorità diverse

Il tema ha suscitato un acceso confronto tra i consiglieri. Pietro Giovanni Trincanato (Traguardi) ha sostenuto con forza la necessità della regolamentazione: «L’assenza di regole ha contribuito all’espulsione dei residenti e all’aumento incontrollato degli affitti». A suo avviso, la delibera rappresenta un passo fondamentale per «salvaguardare l’identità del centro storico».

Salvatore Papadia (Forza Italia) ha espresso invece dubbi sulla chiarezza del provvedimento, pur condividendone l’intento. In particolare, ha sollevato questioni riguardo le modalità di modifica delle destinazioni d’uso. Per Barbara Tosi (Verona per Tosi – Noi Centro), la priorità dovrebbe andare a problemi più immediati: «Strade, marciapiedi e pulizia urbana sono le vere urgenze per i cittadini».

A favore anche il consigliere Alberto Falezza (Partito Democratico), che ha sottolineato l’importanza di «regole condivise per favorire la convivenza tra residenti e turisti», difendendo il diritto alla vivibilità urbana.

Un primo passo verso nuove regole

Il sindaco ha chiarito che la delibera approvata non comporta ancora cambiamenti operativi immediati, ma stabilisce un principio politico e urbanistico fondamentale: regolare il fenomeno degli affitti brevi nel rispetto dei diritti dei proprietari, ma anche della visione futura della città. Un percorso che, una volta completato, potrebbe rappresentare un modello per altre città d’arte italiane alle prese con dinamiche simili.

Redazione

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