Due escursioniste tedesche di 34 e 35 anni sono state salvate nella tarda serata di ieri dopo essersi smarrite lungo un sentiero sul monte Fubia, sopra Malcesine. Le due donne, durante la discesa, avevano perso l’orientamento iniziando a scendere attraverso un pendio boschivo particolarmente impervio, fino a trovarsi in una posizione tale da non riuscire né a proseguire né a tornare indietro.
L’allarme è scattato poco dopo le 18, quando la Centrale del 118, attivata tramite il Numero unico di emergenza di Brescia, ha segnalato la scomparsa delle due turiste al Soccorso alpino di Verona. Le operazioni di recupero sono iniziate immediatamente, con una prima squadra di soccorritori già presente in zona, seguita da rinforzi provenienti dal capoluogo.
Coordinate individuate e intervento in un’area impervia
Grazie alla localizzazione delle coordinate GPS fornite, i soccorritori sono riusciti a restringere l’area di ricerca. Tuttavia, l’avanzata è stata rallentata da numerosi salti di roccia e ostacoli naturali, che hanno obbligato il personale a risalire verso nord per poi ridiscendere, evitando i passaggi più critici.
Dopo diverse ore di lavoro, le due escursioniste sono state individuate in un punto intermedio tra il sentiero montano e la strada del lungolago sottostante. Le condizioni fisiche erano sostanzialmente buone: una delle due aveva riportato una lieve escoriazione al braccio, causata da una caduta, ma non è stato necessario l’intervento medico.
Imbragate e accompagnate a valle
Le operazioni di recupero si sono concluse intorno alle 22. Le due turiste, trovandosi su una parete verticale particolarmente esposta, sono state imbragate e assicurate con corde dai volontari del Soccorso alpino, che le hanno aiutate a scendere in sicurezza verso la località Navene.
Una volta raggiunto un punto accessibile, una jeep di soccorso ha completato il trasporto fino al centro di Malcesine, dove le escursioniste hanno potuto concludere la disavventura senza gravi conseguenze.
Un intervento reso complesso dalla morfologia del territorio
L’operazione ha richiesto grande perizia tecnica e un’attenta valutazione dei percorsi alternativi, a causa della morfologia accidentata dell’area, ricca di salti di roccia e vegetazione fitta. Le squadre di soccorso hanno lavorato per ore in condizioni non semplici, dimostrando professionalità ed efficienza in un contesto ad alto rischio.
L’episodio è l’ennesima dimostrazione dell’importanza di non sottovalutare i percorsi montani, anche quelli apparentemente accessibili, e di dotarsi sempre di adeguati strumenti di orientamento. Il monte Fubia, seppur non tra i rilievi più noti del Garda, può presentare tratti insidiosi, soprattutto in caso di perdita del sentiero principale.
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