Mentre la scadenza elettorale si avvicina, il presidente del Veneto Luca Zaia frena sulle tempistiche per stabilire la data delle elezioni regionali, lasciando intendere che non vi sia alcuna urgenza. Secondo le norme vigenti, i comizi possono essere convocati con almeno 50 giorni di anticipo, e le date ultime per aprire le urne sarebbero il 23 o 24 novembre. «Abbiamo giorni a sufficienza per decidere la data», ha dichiarato Zaia, sottolineando che si valuterà la scelta più opportuna.
Tuttavia, il vero nodo politico non sembra essere solo il calendario elettorale. Al centro del dibattito è la proposta del presidente di eliminare il limite dei due mandati consecutivi per gli assessori regionali, una regola che attualmente impedirebbe ad alcuni membri della sua giunta di ricandidarsi in caso di vittoria del centrodestra. L’intervento ha acceso il confronto con le opposizioni.
La consigliera regionale Vanessa Camani (PD) ha criticato duramente il cambio di posizione di Zaia, ricordando che fu proprio lui, nel 2012, a introdurre la norma sui mandati per assessori e presidente, sostenendo allora la necessità di un ricambio istituzionale dopo due legislature. «Lascia basiti la naturalezza con cui Zaia fa le giravolte», ha dichiarato, accusandolo di voler riscrivere le regole democratiche in vista del voto, per garantire continuità a figure politiche a lui vicine.
Camani ha inoltre espresso preoccupazione per l’eventuale decisione di posticipare le elezioni a fine novembre, una scelta che potrebbe costringere la Regione a iniziare l’anno in regime di esercizio provvisorio, limitando investimenti e riforme fiscali per diversi mesi. «Zaia rischia di condannare il Veneto all’immobilismo», ha aggiunto, chiedendo di anticipare il voto o di adottare misure per evitare blocchi di bilancio.
Sul fronte sanitario, il presidente ha annunciato progressi nella riduzione delle liste d’attesa per interventi alla cataratta. Secondo i dati regionali, si registrano circa 50mila operazioni l’anno, un numero che supera la somma dei pazienti in lista e quelli con prescrizioni scadute. L’obiettivo dichiarato è l’azzeramento delle prescrizioni obsolete entro 12 mesi, risultato ottenuto anche grazie a tecnologie che permettono interventi bilaterali in un’unica seduta.
Zaia è intervenuto anche sulle emergenze climatiche che hanno colpito il Veneto nei giorni scorsi, ribadendo la richiesta di una polizza assicurativa nazionale contro le catastrofi naturali, ispirata al modello già applicato in ambito agricolo. «È essenziale ripristinare il fondo nazionale per le calamità», ha affermato, ricordando la sua esperienza da ex ministro dell’Agricoltura.
Tra rivendicazioni politiche, proposte normative e gestione delle emergenze, la fase pre-elettorale si preannuncia tesa e densa di contrapposizioni, in un clima in cui le regole del gioco sembrano destinate a diventare terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
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