L’Europa deve dimostrarsi compatta di fronte alla minaccia di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un’intervista rilasciata a la Repubblica, in cui commenta la lettera “dura ma interlocutoria” inviata da Donald Trump a Ursula von der Leyen e l’ipotesi di sanzioni commerciali nei confronti dell’Unione Europea.
L’allarme per l’export veneto: “Una catastrofe”
Zaia ha evidenziato l’impatto diretto che una politica commerciale restrittiva avrebbe sull’economia veneta: “Ho circa 7,6 miliardi di export verso gli USA, il 10% del totale nazionale”, ha dichiarato, precisando che la bilancia commerciale con gli Stati Uniti è in attivo di 6 miliardi di euro. Un equilibrio che verrebbe compromesso in modo grave da nuovi dazi, con ricadute pesanti su imprese, occupazione e produzione.
“È chiaro che per noi sarebbe una catastrofe. Non possiamo permetterci di perdere questo mercato”, ha avvertito il governatore, definendo l’export uno dei principali motori economici del territorio.
Una trattativa multilaterale, non bilaterale
A chi, all’interno della Lega, propone una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti, Zaia risponde con fermezza: “Sarebbe un regalo a Trump. Un godimento nel breve, ma un massacro sul medio-lungo periodo”. Il governatore sottolinea infatti che una simile mossa isolerebbe l’Italia all’interno dell’Unione, esponendola a ritorsioni da parte degli altri partner europei e indebolendo il fronte negoziale comune.
“Iniziative bilaterali rischiano di rafforzare la posizione americana e dividere l’Europa. È poco ma sicuro”, ha ribadito Zaia, sottolineando la necessità di una strategia condivisa che veda Bruxelles come interlocutore unico nei confronti di Washington.
L’Europa deve crescere come soggetto politico
Al di là del rischio economico, Zaia legge nella crisi attuale anche un’opportunità per l’Unione Europea. “Questo può e deve essere un momento di crescita politica per l’Europa”, ha affermato, spiegando che la risposta ai dazi americani può rappresentare l’occasione per rafforzare la dimensione geopolitica e diplomatica dell’Unione.
Secondo Zaia, “ora il gioco si fa duro” e l’Europa deve sapersi comportare da attore globale, evitando approcci frammentari e assumendo una posizione unitaria e credibile. “Se si arriva allo scontro frontale, c’è l’opzione Macron, quella di mostrare i muscoli. Ma noi italiani dobbiamo essere i promotori della diplomazia, come lo siamo sempre stati”, ha aggiunto, invocando una leadership italiana in grado di mediare, costruire ponti e favorire un accordo.
Il governatore definisce la lettera inviata da Trump alla Commissione Europea “dura ma da leggere in chiave strategica”, perché in fondo, da businessman, “Trump ci invita a trattare”. In questo contesto, il ruolo dell’Italia potrebbe essere decisivo per evitare l’escalation e costruire un dialogo efficace tra le parti.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.