Verona, nuovo farmaco contro il diabete: primo trattamento pediatrico eseguito in Italia

All’ospedale di Borgo Trento la prima infusione pediatrica nazionale di Teplizumab: una svolta nella cura preclinica del diabete autoimmunitario

Ospedale di Verona - borgo trento

È stato eseguito a Verona, presso l’Unità operativa complessa di Pediatria B dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, il primo trattamento pediatrico italiano con Teplizumab, un farmaco innovativo in grado di ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 1. A beneficiarne è un bambino veronese di 10 anni, individuato in fase preclinica grazie a un programma di screening specialistico attivo da oltre trent’anni presso la struttura ospedaliera di Borgo Trento, diretta dal professor Claudio Maffeis.

La diagnosi precoce è stata resa possibile dall’identificazione di autoanticorpi specifici e alterazioni della glicemia, che indicano lo stadio 2 della malattia, fase in cui il diabete non presenta ancora sintomi ma evolve con certezza verso la forma conclamata. Proprio in questa fase è intervenuto il Teplizumab, anticorpo monoclonale approvato nel 2022 dalla FDA e attualmente disponibile in Italia in uso compassionevole, in attesa dell’autorizzazione ufficiale di EMA e AIFA.

Il Teplizumab agisce bloccando i linfociti T, responsabili della distruzione autoimmune delle cellule pancreatiche che producono insulina. Secondo gli studi clinici, il farmaco può posticipare l’uso dell’insulina fino a tre anni, riducendo il carico terapeutico e migliorando la qualità della vita del paziente e della sua famiglia.

La somministrazione ha richiesto 14 giorni consecutivi di infusione endovenosa, parte in regime di degenza, parte in day hospital, con un attento monitoraggio clinico. Il trattamento è stato ben tollerato e non ha causato effetti collaterali gravi. Fondamentale è stata anche la collaborazione con il Comitato Etico e la Direzione sanitaria, che hanno autorizzato il protocollo sperimentale.

L’intervento rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del diabete giovanile, aprendo la strada a percorsi terapeutici personalizzati e preventivi. La struttura di Verona, Centro di riferimento regionale ed europeo per la diabetologia pediatrica, conferma così il proprio ruolo pionieristico nella diagnosi precoce e nella gestione avanzata delle malattie autoimmuni.

“Lo screening è la chiave per intervenire prima della comparsa dei sintomi” ha sottolineato il professor Maffeis, ribadendo l’impegno dell’unità operativa nel monitoraggio dei soggetti a rischio, in particolare familiari di pazienti diabetici o affetti da altre patologie autoimmuni come celiachia o tiroidite. Grazie a questo modello di prevenzione, il team sta già valutando nuovi pazienti candidabili alla terapia con Teplizumab, ampliando l’accesso a una medicina sempre più mirata.

Redazione

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